MINTURNO – E’ in programma nel pomeriggio di venerdì, presso l’obitorio dell’ospedale Santa Scolastica di Cassino, l’esame autoptico sul cadavere dell’immigrato gambiano di 21 anni trovato privo di vita all’interno del suo appartamento, in Via Pio XII a Scauri.
Che l’immigrato sia stato protagonista di una storia di assoluta povertà – sarebbe deceduto per intossicazione per monossido di carbonio addormentandosi davanti ad un braciere acceso per riscaldarsi durante la notte – l’hanno appurato i Carabinieri della Stazione di Scauri in stretta collaborazione con i colleghi della Compagnia di Formia. Gli inquirenti, coordinati dal Capitano Michele Pascale, sono arrivati già ad una triste conclusione: la vicenda avrebbe potuto conoscere un bilancio più grave. E’ stato salvato in tempo un giovane di 23 anni, anch’egli di nazionalità del Gambia, che, insieme all’amico 21enne, la mattina dell’Epifania non era andato al lavoro presso un’attività commerciale gestita da cittadini cinesi.
Se il 21enne era già privo di vita sul suo letto, l’amico 23enne stava sul punto anch’egli di morire per l’esalazione di monossido di carbonio. Un connazionale, più grande di età, nel tentativo di individuare i due ha salvato la vita al 23enne mentre per l’operaio 21enne non c’era più nulla da fare. Era morto da ore, intossicato dal fumo sprigionato dal braciere che la vittima, insieme al 23enne, aveva pensato di accendere in casa nel tentativo di far fronte al freddo di questi giorni. Il sostituto procuratore Marina Marra vuole vederci chiaro e ha disposto l’esame medico legale che naturalmente sarà arricchito da una consulenza tossicologica per chiarire le cause della morte del 21enne.