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Formia / “A pesca di plastica”, “Formiaè” lancia una petizione per il “recupero dei rifiuti in mare”

Trash floating on the Marseille shore line, Bouches-du-Rhône, France.Water pollution is largely caused by human activity and has had a major impact on our local waterways and their ability to be healthy and function naturally. Water pollution, by the release of waste products and contaminants into surface runoff into river drainage systems, leaching into groundwater, liquid spills, wastewater discharges, eutrophication and littering.Pollution is the introduction of contaminants into an environment that causes instability, disorder, harm or discomfort to the ecosystem i.e. physical systems or living organisms. Pollution can take the form of chemical substances, or energy, such as noise, heat, or light. Pollutants, the elements of pollution, can be foreign substances or energies, or naturally occurring; when naturally occurring, they are considered contaminants when they exceed natural levels. Pollution is often classed as point source or nonpoint source pollution.

FORMIA – Vogliano tenere alta l’attenzione sulle questioni ambientali più annose, come la presenza dei “rifiuti in mare”, per la quale hanno deciso di lanciare una nuova petizione. Stiamo parlando del laboratorio politico formiano “Formiaè” che sul fronte ambientale si è già mosso con altre simili iniziative dedicate al “No ai dissalatori” e la “Delocalizzazione degli impianti di itticoltura”,  “questa volta – spiegano  – il nostro scopo è tenere alta l’attenzione su un fenomeno che caratterizza il nostro Golfo: la presenza dei rifiuti in mare.

“Ogni giorno, infatti, nel nostro mare – si legge nella nota di “Formiaè” – chili di materiale plastico e altri rifiuti vengono tirati su dai pescatori.Fino a un anno fa questi ultimi non potevano portare a terra la plastica intrappolata nelle loro reti, erano costretti a rigettarla in mare perché altrimenti considerati produttori di rifiuti e soggetti a pagamento di tasse di smaltimento.  Nel 2020 però qualcosa è cambiato: con l’approvazione della legge ‘Salvamare’  i pescatori smettono di essere ‘produttori’ di rifiuti pescati in mare.  Finalmente la lotta per la pulizia del nostro mare avviene con degli  alleati eccezionali – i pescatori – che conoscono molto bene il problema. I rifiuti possono, oggi, essere portati nei porti dove saranno allestiti dei punti di raccolta per le navi.

Il problema dell’inquinamento sembrerebbe risolto, peccato che i nostri  porti sono privi di specifici cassonetti per lo smaltimento dei rifiuti  raccolti in mare.  Come Formiaé vogliamo contribuire al risanamento dell’ecosistema marino e alla promozione dell’economia circolare, nonché alla sensibilizzazione della collettività sull’adozione di modelli comportamentali virtuosi rivolti alla prevenzione  dell’abbandono dei rifiuti in mare, attraverso  la diffusione di buone pratiche di gestione”.

E conclude: “Ci rivolgiamo questa volta al Parco Riviera di Ulisse e alle associazioni ambientaliste della zona che tanto già si impegnano nella  tutela delle bellezze naturali del nostro Golfo perché promuovano, con  la collaborazione dei pescatori, del Comune di Formia e Capitaneria di  porto, una “Campagna di pulizia del mare” per la raccolta volontaria dei  rifiuti e, ove fosse previsto, individuare premialità per i pescatori  virtuosi.  Tutelare le nostre acque vuol dire tutelare il nostro ecosistema. È  giunto il momento di essere pescatori di plastica“.

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