Formia / Ex-comandante Picano impugna al Tar la delibra “di sfratto”, nuove beghe per il sindaco Taddeo

FORMIA – I guai non arrivano mai da soli. L’amministrazione comunale di Formia, appena sarà archiviata la parentesi elettorale di queste ore, dovrà affrontare un’altra problematica legata alla gestione della sua complicatissima macchina amministrativa. Se la sostituzione dell’architetto Giuseppe Caramanica alla guida del settore Opere Pubbliche (in settimana firmerà il contratto con cui diventerà il dirigente dell’area tecnica dell’Ater di Latina per via della scorrimento della graduatoria del concorso di cui risultò secondo classificato e non potrà attendere lo svolgimento del concorso pubblico bandito, lo scorso autunno, dall’amministrazione Taddeo! si è aggiunta ora la scelta dell’ex comandante della Polizia Locale Rosanna Picano di contrastare la decisione del sindaco Gianluca Taddeo di esiliarla alla testa del solo settore numero 1°,”Affari generali e anagrafe”, quello che raggruppa gli uffici “Assistenza organi istituzionali Affari generali, Area amministrativa, Urp, servizi demografici, Elettorale, Protezione civile, Sicurezza, Trasporto pubblici locale, Tsp, il Ced, la transizione digitale e – ciliegina sulla torta – l’immancabile Privacy.

La comandante Picano, attraverso il suo legale, l’avvocato Giuseppe Garofalo, ha inoltrato alcuni elementi integrativi al Tar di cui ha chiesto il pronunciamento nel merito in ordine all’efficacia e alla legittimità del decreto numero 27 (protocollo 62278) del 15 novembre scorso. Con questo provvedimento il sindaco di Formia aveva affidato la responsabilità del Comando di Polizia Locale all’avvocato Domenico Di Russo che, sino in quel momento dirigente della sola avvocatura comunale, aveva assunto la guida – come detto – della Polizia Locale ma anche delle Attività produttive e, nello specifico, un’altra “pioggia” di uffici: Contratti, Centrale unica di committenza, Polizia amministrativa, polizia stradale, Suap, Attività produttive e commercio. Insomma un buon 30% dell’apparato amministrativo del comune di Formia.

Le integrazioni al ricorso (che deve ancora essere calendarizzato) della dottoressa Picano fa leva su due considerazioni: il comando di Polizia Locale, in base ad una “chiara” normativa regionale, non può far parte di un altro settore con i quali è legato da non pochi motivi di incompatibilità. Insomma il Corpo deve godere di una propria autonomia gestionale. Semmai può essere legato allo staff del sindaco e a nessun’altro settore dell’ente comune. La dottoressa Picano ha chiesto ora al Tar di pronunciarsi nel merito su un altro aspetto di professionale: lei è vincitrice di un concorso di comandante di Polizia locale e non per guidare…l’anagrafe.

E’ iniziato di nuovo un braccio di ferro con la Giunta Taddeo che lo scorso 9 novembre aveva conosciuto un primo round conclusosi a favore dell’amministrazione di centro destra. Il Tar aveva rigettato la richiesta di sospensiva dell’alta dirigente (“Non sussiste il grave danno ed irreparabile”) relativamente all’efficacia di parte del contenuto della delibera numero 135 del 31 maggio 2022 che varava la coraggiosa riorganizzazione degli uffici e dei servizi dell’ente. Quella delibera, “resuscitata” dalla Giunta formiana dopo essere stata ibernata in attesa del primo pronunciamento del Tar di Latina, ridimensionava, di fatto, il comando di Polizia Municipale

. Il sindaco Taddeo per firmare il 15 novembre i sei decreti dirigenziali dovette attendere – come detto – il responso della richiesta (fallita) di sospensiva della dottoressa Picano alla delibera di Giunta sulla nuova riorganizzazione degli uffici e dei servizi e prese spunto dal suo piano triennale della corruzione che, licenziato dalla Giunta lo scorso 29 aprile, prevede “la rotazione ordinaria del personale quale misura obbligatoria di prevenzione” ed evidenzia “l’obbligatorietà della rotazione dopo dieci dall’incarico e, comunque, ordinariamente con cadenza quinquennale”. Lo stesso piano triennale di prevenzione della corruzione, tuttavia, aveva stabilito che la “rotazione ordinaria potrà tener conto delle peculiarità professionali ove possibile”. Insomma – aveva deliberato la Giunta Taddeo – “non faremo prigionieri”.

La richiesta della comandante Picano di impugnare nel merito al Tar la decisione della Giunta Forza Italia-Fratelli d’Italia “esiliarla” dal Comando di Polizia Locale sta creando qualche problema nel momento in cui gli altri dirigenti stanno lamentando la mancata pesatura da parte della Giunta Taddeo delle proprie posizioni organizzative per la definizione delle indennità di posizioni. La Giunta avrebbe dovuto adottare una delibera ad hoc all’indomani del 15 novembre, giorno in cui il sindaco Taddeo firmò i decreti 21-27 per il conferimento dei nuovi incarichi dirigenziali. Nel comune di Formia sta covando il fuoco sotto la cenere perché alcuni responsabili di settore pretendono che le rispettive indennità economiche di posizioni vengano riconosciute in base ai risultati conseguiti, ai capitoli di spesa in entrata ed in uscita, ai piani esecutivi di gestione e ai dipendenti in organico nei propri settori.

In sintesi i dirigenti che hanno la guida di più uffici e servizi pretendono un diverso e maggiore riconoscimento economico rispetto ai colleghi che dirigono a malapena un solo settore. La segretaria generale e responsabile dell’anti corruzione Marina Saccoccia è da giorni destinataria di una serie di mugugni che stanno investendo la responsabile dell’ufficio personale Tiziana Livornese. Dovrebbe essere lei la proponente la bozza di delibera da discutere ed approvare in Giunta dopo aver chiesto il parere (che non è obbligatorio) al nucleo di valutazione dei dirigenti e, quello sì che è necessario, al collegio dei revisori dei conti. La Giunta deve “pesare” i dirigenti del comune di Formia per evitare che quelli che stanno beneficiando di indennità non dovute siano costretti, attraverso il poco simpatico strumento del conguaglio, a restituirle con effetto retroattivo.

La mancata pesatura dei dirigenti – secondo quanto è trapelato – sarebbe stata bloccata dagli stessi vertici dell’amministrazione comunale di Formia. In una riunione della commissione trattante i sindacati interni hanno alzato pesantemente la voce: prima di premiare i generali venga riconosciuto il lavoro dei rispettivi eserciti. Questo tirare a campare sta accrescendo una situazione di conflittualità che non permette all’ente Comune di operare e di perseguire gli obiettivi contenuti nel programma amministrativo . Se gli stessi dirigenti lamentano la mancata definizione da parte della politica delle indennità di risultato e di valutazione (sulla scorta del budget economico a disposizione), le maestranze di livello inferiore si dicono pronte a non fare sconti. I risultati? Sono sotto gli occhi di tutti.

Gestione cookie