LATINA – A metterlo nei guai fu nel dicembre 2020 una minorenne alla quale aveva chiesto di spogliarsi e di essere palpeggiata nel corso di una radiografia presso l’ambulatorio del distretto 2 dell’Asl di piazza Celli a Latina. In più lo stesso medico aveva filmato, a loro insaputa, le sue pazienti durante le visite e aveva caricato i video relativi sul suo cellulare prima che venisse sequestrato dalla Polizia insieme ad un computer portartile.
La terza sezione penale della Corte d’appello di Roma ha confermato ora la condanna a quattro anni e due mesi di reclusione per il 59enne medico radiologo che finì nei guai il 23 gennaio 2021 quando venne arrestato dagli agenti della seconda sezione della Squadra Mobile della Questura di Latina con le accuse di esercizio abusivo della professione medica e violenza sessuale aggravata.
I giudici di secondo grado non hanno fatto che ribadire la condanna inflitta al radiologo al termine del rito abbreviato celebrato davanti il Gup del Tribunale di Roma Corrado Cappiello che aveva condannato il medico all’interdizione dai pubblici uffici per 5 anni, all’interdizione dalla professione per due anni e otto mesi, all’interdizione perpetua da qualunque incarico nelle scuole di ogni ordine e grado nonché da ogni ufficio o servizio in istituzioni pubbliche frequentate prevalentemente da minori.
La prima vittima del 59enne aveva dichiarato agli inquirenti di aver coltivato il sospetto di essere stata filmata da un telefono cellulare che, posto su uno scaffale, aveva l’obiettivo rivolto in direzione del lettino dell’ambulatorio. Nel processo d’appello si sono costituite parte civili l’Asl e sette vittime (assiste dagli avvocati Maria Belli, Gigliola Turrini, Daniele La Salvia e Maria Antonietta Cestra) del radiologo, la cui difesa, rappresentata invece dagli avvocati Laura Bove e Luca Giudetti, ha chiesto ed ottenuto la revoca degli arresti domiciliari cui era sottoposto il medico in concomitanza del suo arresto di due anni fa.