Sud Pontino / Mancata consigliere regionale per 45 voti: la delusione dell’avv. Civita Di Russo

SUD PONTINO -Molti suoi familiari e parenti per tentare di metabolizzare l’amarezza e la delusione ma anche per estorcerle un sorriso le hanno chiesto di accettare un appuntamento dall’esorcista diocesano di Gaeta. Magari in un luogo a lei, per via del suo nome di battesimo, tanto caro, il Santuario della Madonna di Civita di Itri. In questi giorni il telefonino dell’avvocato Civita “Tina” Di Russo ha fatto crash. Il legale di Formia, danni trapiantata a Roma, sarebbe potuto diventare il settimo consigliere regionale della provincia di Latina. E invece per la miseria di soli 45 voti personali ha dovuto rimandare un sogno che “ho meritato di concretizzare per la mia città, per il sud pontino e per l’intera provincia di Latina”.

All’avvocato Di Russo in queste ore non è rimasto altro che aprire, leggere e rispondere alle migliaia di messaggi che le sono arrivati via whatsapp per l’incredibile risultato ottenuto alle elezioni regionali di domenica e lunedì scorsi. La professionista era candidata nella circoscrizione di Roma e provincia per la lista civica che portava il nome del neo presidente della Regione Lazio Lazio Francesco Rocca. Questa formazione grazie al 2% dei consensi ottenuti è riuscita nell’intento di eleggere un solo consigliere regionale . E di questo ambito riconoscimento è stato fregiato l’avvocato calabrese Mario Luciano Crea che di preferenze ne ha ottenute, su una popolazione di oltre tre milioni e mezzo di elettori, 2074. L’avvocato civilista Crea è riuscito a tornare alla Regione (dove ha ricoperto nel recente passato l’incarico di capo gabinetto di un ex consigliere regionale di centro destra) battendo la collega penalista formiana per la miseria di 45 voti di differenza.

Che devo dire? – sbotta l’avvocato Di Russo – Sono delusa per il risultato numerico finale ma penso di avere la coscienza a posto per altre ragioni. La lista civica del presidente Rocca non è andata oltre il 2% dei voti e la cosa ci ha penalizzato sul risultato finale dei consiglieri eletti. Sono contenta invece per la risposta che ho avuto in queste settimane da tanti formiani, gaetani, minturnesi e itrani che vivono e risiedono a Roma. Quando hanno saputo della mia candidatura sono stati protagonisti di un tam tam che mi ha davvero commosso. Votavano a Roma – è vero – ma sapevano di convogliare la loro fiducia su una ‘paesana’. Devo pubblicamente ringraziare anche tanti di loro che non vivono stabilmente a Roma o vi hanno solo degli interessi. Uno di questi è il dottor Maurizio Costa, il titolare della clinica ‘Casa del sole’. Quando ha saputo che ero della partita si è davvero mobilitato con tutti i mezzi a disposizione per essere votata. Sono contento perché ci siamo sentiti tutti a casa ed in questo sociale gioco di alleanza è mancato davvero un niente perche il nostro territorio avesse una settima rappresentanza di cui sarebbe stato contento il presidente Rocca”.

In effetti l’avvocato Di Russo conosce il neo governatore – come ci confessa – da una vita. Abbiamo cominciato a fare pratica insieme e se Francesco mi ha chiesto di essere candidata nella sua lista civica è perché ci conosciamo in profondità come le tasche dei nostri pantaloni. Non sono stata eletta consigliera regionale ma il presidente sa di poter contare sulla mia persona nell’esclusivo interesse di Formia, del Golfo e della provincia di Latina”.

L’avvocato Di Russo deve circoscrivere la sua rabbia quando le viene chiesto di esaminare il suo comportamento elettorale nella circoscrizione di riferimento in una lista fortemente monopolizzata da candidati vicini all’ex sindaco di Roma Gianni Alemanno e da fuoriusciti da Fratelli d’Italia: “Ho vinto da sola e grazie all’apporto di tanti conterranei in tutte le sezioni elettorali della capitale. Ho zoppicato un po’ in alcuni centri della provincia e, lo scriva, la differenza l’avvocato Crea l’ha fatta nel comune di Civitavecchia. Lì ha raccolto 135 voti, io 30. Ecco perché non sono diventata consigliera regionale”.

Legale di fiducia della famiglia di Romeo Bondanese – che esattamente due anni fa in questo giorno venne ucciso all’altezza dell’incrocio tra via Vitruvio e ponte Tallini al termine di una rissa da un gruppo di giovanissimi di Formia ed un altro proveniente dalla provincia di Caserta – l’avvocato avrebbe voluto dedicare allo studente ucciso e ai suoi genitori, Tina e Domenico, il suo approdo alla Pisana. “Non sono riuscita a mantenere, mio malgrado , questa promessa ma loro sanno che il mio impegno, a tal riguardo, è stato davvero massimale. Ho imparato che quando si perde nella vita ma si ha la coscienza in ordine il problema non è tuo ma di altri”.

In effetti è la seconda volta in meno di un anno e mezzo che la dea bendata volge le spalle all’avvocatessa formiana. Alle amministrative dell’ottobre 2021 al comune di Formia l’avvocatessa Di Russo era candidata per una delle liste che sosteneva la corsa a sindaco dell’infettivolgo Amato La Mura, a cui è legata da un indiretto legame parentale e da “un’amicizia vera”. “In quella circostanza non mi arrabbiai per la mancata elezione a consigliere comunale – aggiunge – quanto per la sconfitta di Amato per poco di 30 voti. Con queste regionali pensavo di archiviare quell’incubo”.

L’avvocato Di Russo giovedì non ha potuto partecipare a due momenti in cui è stato ricordato Romeo Bondanese presso la scuola che frequentava, l’istituto nautico Giovanni Caboto a Gaeta, e presso la chiesa di San Giovanni Battista a Formia in cui si sono svolti i suoi funerali dopo il delitto. Così come la penalista formiana non ne vuol sentir parlare di fare ricorso alle carte bollate per chiedere la verifica dei dati della lista civica del presidente Rocca: “Ma non penso – conclude – E poi con quali prospettive. Ho detto al neo governatore invece di essere a sua disposizione. Un posto in Giunta? Deve decidere lui”.

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