Gaeta / Nomina nuovo assessore non in quota Fratelli d’Italia, Calandrini attacca Mitrano e Leccese

GAETA – E se la mancata riconferma di un assessorato di Fratelli d’Italia nella Giunta Municipale di Gaeta dovesse condizionare la trattativa avviata nelle ultime ore dalle segretarie regionali per il varo della prima squadra di governo del neo governatore del Lazio Francesco Rocca? Questo interrogativo echeggia più volte in una velenosa e chiara presa di posizione del coordinatore provinciale di Latina di Fdi a due giorni dalla nomina del nuovo assessore alla Polizia del comune Stefano Martone. Il Senatore Nicola Calandrini volutamente non cita mai il nome del sostituto dell’avvocato Mario Paone e tantomeno quelli del sindaco di Gaeta Cristian Leccese e del suo predecessore, il neo consigliere regionale di Forza Italia Cosimino Mitrano. Ma dal tono della levata di scudi il Senatore Calandrini fa fatica a celare la propria disapprovazione nei confronti di Mitrano e di Leccese dopo aver definito pubblicamente la decisione di “cacciare” ad inizio gennaio l’avvocato Mario Paone dall’esecutivo gaetano una “schifezza”.

Fdi arriva ad una conclusione: “Un’alleanza di centro destra è tale a Roma, a Latina e nei singoli. L’unità dello schieramento non si può rivendicare in base alle convenienze di ciascuno degli alleati”. Il coordinatore provinciale di Fratelli d’Italia è andato oltre quando sostiene come un’alleanza presupponga “il reciproco riconoscimento degli alleati con il rispetto dovuto. Appare quindi incomprensibile e censurabile il comportamento degli alleati a Gaeta che non solo hanno escluso il nostro assessore dalla giunta in fase elettorale ma lo hanno anche sostituito chiudendo qualsiasi possibilità di ricucitura”.

In effetti la nomina dell’avvocato Stefano Martone è avvenuta a poche ore dalla chiusura delle urne che hanno spedito nel consiglio regionale l’ex sindaco Mitrano. E gli oltre 12 mila voti ottenuti nei 33 comuni della provincia di Latina hanno motivato l’ex primo cittadino a chiedere al suo successore di mettere alla porta della Giunta di Gaeta il partito di Giorgia Meloni e a verificare l’ipotesi, sempre più concreta, che Forza Italia, grazie alla percentuale più alta dei voti ottenuta sul territorio pontino rispetto alle altre quattro province laziali, possa rivendicare una rappresentanza (circola insistentemente il nome del capogruppo regionale uscente, il formiano Pino Simeone) nel primo governo di Francesco Rocca.

Il Senatore Calandrini ora ha deciso di alzare metaforicamente la voce dicendo chiaramente che l’affrettata nomina del neo assessore alla Polizia Martone al posto dell’avvocato Mario Paone potrebbe condizionare la tipologia della prossima Giunta alla Regione Lazio: “L’ultima nomina al comune di Gaeta – ha specificato il massimo dirigente provinciale di Fdi – è avvenuta quando, come centrodestra, stiamo definendo il quadro di governo regionale e ci accingiamo a definire l’assetto per i comuni chiamato al voto in primavera”.

Da qui un altro attacco, senza quartiere, al duo Leccese-Mitrano che non vengono citati: “Le scelte degli alleati a Gaeta – ha aggiunto il Senatore Calandrini – costituiscono uno strappo forte, che va definito anche in ragione della domanda di compattezza che gli elettori ci hanno chiesto con l’elezione di Francesco Rocca, visto che Gaeta esprime anche un consigliere regionale che ha guidato la città. La coalizione deve esistere a livello regionale, provinciale e locale. Come partito provinciale esprimiamo la ferma preoccupazione sul caso Gaeta, che costituisce un grave precedente. Serve una ricucitura immediata se non vogliamo che uno strappo diventi una lacerazione profonda”.

E’ difficile che questa situazione venga ricomposta a Gaeta sul piano politico. Stefano Martone, nominato delegato esterno al cimitero, attendeva da mesi di essere promosso ad assessore per la lista “Lab 32” (sinora non rappresentata in Giunta) di cui è primo dei non eletti. Il sindaco di Gaeta Cristian Leccese ha voluto replicare sarcasticamente al Senatore Calandrini con una metafora attinente all’esistenza di uno strappo dopo la decisione di non nominare un assessore di Fdi: “Io sono sarto ma per cucire bene c’è bisogno di ago e filo… senza l’uno o senza l’altro si perde tempo… C’è invece qualcuno che gli aghi li ha utilizzati per le bambole wodoo”. Si salvi chi può.

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