SUD PONTINO – Sono volati gli stracci – e non solo metaforicamente – sabato sera presso la sala multimediale della parrocchia di “Santo Stefano” a Gaeta che ha ospitato “per gentile concessione” l’assemblea congressuale del circolo del Partito Democratico “Gino Valente” per votare i candidati alla segreteria nazionale del Pd. E’ stata sfiorata la rissa – e comunque i toni utilizzati sono stati poco rispettosi del luogo messo a disposizione da don Stefano Castaldi – nel momento in cui tre ex candidati alle amministrative del 12 giugno scorso hanno chiesto di rinnovare la testa del Pd. Benchè il partito di Gaeta soltanto la scorsa settimana alle elezioni regionali ha incamerato pressochè gli stessi voti del meno equipaggiato e reclamizzato Demos, il segretario del Pd cittadino Gianluca Conte ha rifiutato l’iscrizione al Pd all’ex sindaco di Gaeta Silvio D’Amante, all’avvocato Claudia Magliuzzi (componente della direzione provinciale del Pd) e Augusto Narducci.
Il motivo? Facile, sono stati candidati alle elezioni amministrative del giugno 2022 in una coalizione avversa (candidava a sindaco proprio Silvio D’Amante) a quella in cui campeggiava il logo del Pd, a favore della professoressa Sabina Mitrano. Solo volate parole grosse all’interno dei locali parrocchiali della chiesa di Santo Stefano soprattutto tra gli avvocati Magliuzzzi e Conte che alla fine si è rifugiato nel freddo e gelido dettato previsto dal 10 comma dell’articolo 4 dello statuto e dell’articolo 15 del regolamento del congresso Pd.
E cioè che “non è consentito il rilascio della tessera (…) a persone fisiche già registrate nell’Anagrafe degli iscritti che, in occasione di elezioni amministrative, si siano candidate nell’anno in corso e in quello precedente in liste alternative al Pd o comunque non autorizzate dal Pd”. Insomma un partito sempre più atomizzato e costretto a sopravvivere in un angolo del perimetro politico cittadino ha detto di no all’iscrizione di tre dirigenti accusato di “tradimento”. Sono stati vissuti concitati quando altri simpatizzati – Lino Magliuzzi, Gianni Di Bernardo, Carmine Carandente e l’ex Giudice Mimmo Landi – stavano per abbandonare per protesta la chiesa di Santo Stefano in segno di plateale dissenso nei con fronti del segretario cittadino del Pd Conte e del suo capogruppo consiliare Emiliano Scinicariello.
È stata l’avvocato Claudia Magliuzzi, in versione Giovanna D’Arco, a chiedere agli altri dirigenti Dem di restare e di ottenere l’iscrizione al partito. L’hanno ottenuta Magliuzzi senior, Carandente e Narducci semplicemente perché non erano stati candidati alle amministrative del 12 novembre mentre il giudice Landi aveva provveduto a rinnovare la propria iscrizione al Pd ….on line.
L’avvocato Magliuzzi ha anticipato che il mancato rinnovo della sua tessera sarà oggetto di una diffida che inoltrerà al comitato provinciale di garanzia del Pd: “I segnali di malcontento e di malessere che continuano ad arrivare dal nostro elettorato alla gestione del Pd continuano ad essere volutamente ignorati. Alle elezioni regionali della scorsa settimana il Pd a Gaeta, nonostante le candidature di un consigliere regionale uscente e di un’assessora ancora in carica, ha raccolto le stesse preferenze di una lista minore come Demos. La segreteria del mio partito anziché capire la necessità di allargare immediatamente il campo ha deciso nuovamente di rinchiudersi in un bunker. Ho fatto rilevare al segretario Conte che lo scorso 12 giugno siamo stati candidati per uno schieramento civico di centro sinistra che candidava a sindaco l’ex primo cittadino Silvio D’Amante. Mica il neo sindaco Cristian Leccese di Forza Italia”.
“Ho anche spiegato all’avvocato Conte – ha concluso Claudia Magliuzzi – che il primo a violare lo Statuto del Pd è stato lui impedendo lo svolgimento, da noi richiesto, delle elezioni primarie per la scelta del candidato sindaco. Hanno preferito candidare la professoressa Sabina Mitrano che non era e non è iscritta al Partito Democratico. Ora basta”.
Il segretario Gianluca Conte si è reso conto che la mancata iscrizione di alcuni militanti del Pd potrebbe allontanare ulteriormente due rette che sullo stesso piano non si sono mai avvicinate soltanto a causa di vistosi dissidi epidermici: “Tuttavia quanto avvenuto sabato non deve escludere l’auspicata ripresa di un percorso di rappacificazione e dialogo tra tutte le forze dell’opposizione all’attuale amministrazione comunale – ha auspicato seraficamente l’avvocato Conte – anche all’interno del Partito Democratico nel rispetto della normativa che il Partito stesso si è dato per il suo funzionamento”.
Per la cronaca l’assemblea congressuale del Pd di Gaeta è ruotata attorno ai numeri che caratterizzano la sua sofferta esistenza politica: le mozioni a favore della segreteria nazionale di Stefano Bonaccini, Elly Schlein e Gianni Cuperlo sono state presentate rispettivamente da Marilisa Di Milla, Angelo Nastrelli e Gabriele Piras e hanno ottenuto rispettivamente la miseria di…. 19, 18 e 6 voti. I primi due candidati, che all’esito del congresso nazionale saranno più votati, si sfideranno nelle primarie del 26 febbraio che a Gaeta si terranno dalle 8 alle 20 nella palestra comunale a Via Marina di Serapo, adiacente il palazzetto dello sport “Palamarina”.
Se Atene piange, Sparta sicuramente non ride. E’ il caso del Pd di Formia che, dopo l’inaspettato exploit personale (in tema di preferenze) nel voto regionale della candidata Carmela Cassetta (aveva doppiato il rieletto consigliere Salvatore La Penna e l’assessore uscente all’agricoltura Enrica Onorati) ha svolto la prima fase congressuale dedicata agli iscritti in vista della scelta del nuovo segretario nazionale del partito. Per la segretaria Ottavia Raduazzo quello svolto nella sede di via Divisone Julia è stato, “grazie ad una grande partecipazione un dibattito aperto, interessante e costruttivo per questa nuova fase costituente”.
Le mozioni dei candidati e delle candidate alla segreteria nazionale sono state puntualmente presentate dai rappresentati dei comitati, che “hanno animato un’importante giornata di partecipazione politica”. I risultati, nel circolo di Formia, hanno evidenziato una netta affermazione della mozione a favore dell’elezione alla segreteria nazionale dell’attuale presidente dell’Emilia Romagna Stefano Bonaccini con il 58%, seguito da quella pro Elly Schlein (22%), di Gianni Cuperlo (16%) e, infine, di Paola De Micheli (4%). Le Primarie aperte si svolgeranno domenica 26 febbraio presso la sala “Falcone Borsellino” in Piazza Marconi dalle 8 alle 20: “Sarà una festa della democrazia aperta a tutti quanti si riconosco nel valori democratici e progressisti.”- ha concluso la segretaria Raduazzo.