FORMIA – Ormai è ufficiale. Il 1 marzo prossimo l’architetto Giuseppe Caramanica non sarà più un dipendente del comune di Formia e soprattutto non guiderà più il settore Lavori Pubblici grazie ad una selezione fiduciaria indetta lo scorso anno dal sindaco Gianluca Taddeo. Caramanica sarà ufficialmente in forza all’Ater (azienda territoriale per l’edilizia residenziale pubblica) della provincia di Latina di cui guiderà a tempo indeterminato la sua prestigiosa area tecnica. E’ quanto si evince dalla determina numero 26 del direttore generale Paolo Ciampi che, confermando alcune nostre anticipazioni di qualche giorno fa, ha preso atto di quanto deciso in precedenza dal Consiglio d’amministrazione accogliendo la richiesta (del 16 ottobre scorso) dell’architetto Andrea Lannutti di partecipare all’avviso di mobilità indetto dal comune di Chieti per la copertura di un posto di dirigente tecnico.
Ma qual è il rapporto tra Lannutti e l’architetto Caramica? Semplicemente i due professionisti parteciparono al concorso indetto il 7 gennaio 2021 dall’Ater per la guida del suo settore tecnico. Con la determinazione numero 257 del 29 dicembre 2021 fu approvata la graduatoria di quella procedura selettiva: se l’aggiudicò l’architetto abruzzese mentre quello formiano arrivò secondo. Lannutti è rimasto in servizio a Latina per poco meno di un anno quando il comune d’origine il 13 dicembre scorso ha comunicato all’Ater di Latina di essere risultato vincitore della procedura di mobilità…iniziata ufficialmente il 28 dicembre scorso. L’Ater di Latina inizialmente (il 5 gennaio scorso) ha disposto la copertura del posto vacante nell’ambito della sua area tecnica. Dopodichè ha deciso, dopo aver verificato la disponibilità del neo dirigente del settore Opere pubbliche del Comune di Formia, ad operare lo scorrimento della graduatoria di concorso che vedeva l’architetto di Penitro occupare il secondo posto.
Caramanica lascia dunque il comune di Formia mettendo nei guai il sindaco Gianluca Taddeo che l’aveva incaricato con un incarico fiduciario previsto dall’articolo 110 del decreto legislativo 267/2000 e anche l’assessore ai Lavori Pubblici Eleonora Zangrillo che considerava, a ragione, il suo dirigente dimissionario un valido ed insostituibile punto di riferimento. La decisione di Caramanica di andare via (dimettendosi da tutto) conferma come il comune di Formia sia diventato uno spauracchio, quasi da incutere timore dopo che l’ente, tra Roma e Napoli, è stato considerato una Mecca in cui crescere ed affermarsi professionalmente. Ora il comune di Formia mette quasi paura a fronte delle istanze della politica, a volte irricevibili, di un apparato ostile e di riconoscimenti economici di terza classe.
Che Caramanica avesse pronta la valigia, un’avvisaglia, chiara ed incontrovertibile, era giunta agli inizi dello scorso dicembre. La Giunta aveva approvato l’elenco, chilometrico, dei candidati a partecipare al concorso pubblico indetto lo scorso 15 settembre per la “copertura di un posto a tempo indeterminato di dirigente tecnico”. I partecipanti furono inizialmente 84 ma nell’elenco non c’erano i nomi degli attuali dirigenti dei settori Lavori Pubblici ed urbanistica del comune di Formia, Giuseppe Caramanica e Bonaventura Pianese. Ma se quest’ultimo è un dirigente di ruolo al comune di Fondi, la rinuncia di Caramanica destò sorpresa e qualche perplessità perché il suo incarico dirigenziale, conferitogli dal sindaco Taddeo, era sempre a tempo determinato e, dunque, revocabile. E’ probabile che la decisione di Caramanica di guidare la più tranquilla e remunerata ripartizione tecnica dell’Ater di Latina consigli la Giunta formiana ad accelerare le procedure per lo svolgimento del concorso promosso lo scorso settembre. Forse in questo momento Caramanica ha deciso di gettare la spugna nella fase in cui (apparentemente) qualche cantiere stava per essere aperto a Formia. I candidati in lizza nel frattempo scesi a 71 ma – come detto – non nell’elenco non ci sono i nomi di Caramanica e Pianese che, nelle more dello svolgimento del concorso poc’anzi menzionato, dovrà guidare il suo settore urbanistica e quello ai Lavori Pubblici.
Come nel gioco dell’oca si torna indietro, nel punto di partenza, nella gestione di una ripartizione cardine dell’amministrazione comunale di Formia. E le prospettive per l’esito del concorso approntato dalla Giunta Taddeo non sono delle migliori. Sono pochi i professionisti del territorio – e questo rappresenta l’ennesimo e preoccupante campanello d’allarme – che hanno formalizzato la loro richiesta di partecipazione. Fanno eccezione nomi della gaetana Eleonora Daga (che ha collaborato al comune di Formia durante i governi di centro sinistra ma a tempo determinato e fiduciario sempre in base all’articolo 110 del decreto legislativo 267/2000), gli itrani Andrea Di Biase (consigliere comunale di Forza Italia e funzionario dell’ente Parco Riviera d’Ulisse) . Maria Lilia Pelliccia e la formiana e figlia d’arte (il nonno ed il padre Giuseppe hanno guidato nel dopo guerra con apprezzati risultati la ripartizione tecnica del comune di Formia) Marina Chiota.
Il resto dei candidati arriva da fuori provincia e la gestione di questo settore non merita approssimazione e superficialità ma risposte certe, immediate e risolutive per la risoluzione dei (tanti) problemi sul tappeto.