ALATRI – La prossima sarà una settimana chiave per lo sviluppo delle indagini sull’omicidio di Thomas Bricca, il giovane 19enne di Alatri ucciso con un solo colpa di pistola a tamburo la sera del 30 gennaio scorso. Per lunedì è stato confermato in Procura a Frosinone l’interrogatorio cui sarà sottoposto l’unico indagato con l’accusa di omicidio del studente frequentante l’istituto “Sandro Pertini”. Si tratta di un giovane di Alatri che dovrà comparire davanti il magistrato titolare delle indagini, il sostituto procuratore Rossella Ricca, che ha iscritto il suo nome sul registrato degli indagati come atto dovuto finalizzato – secondo quanto emerge dagli accertamenti compiuti dai Carabinieri del Comando provincia di Frosinone – a dare una maggiore concretezza alle indagini eseguite nel corso dell’ultimo mese.
Il giovane dovrà comparire in Procura accompagnato da un legale di fiducia e probabilmente dovrà rispondere alle domande del Pm Ricca impegnato a riempire un puzzle mancante al momento di due tessere: la pistola dalla quale è partito il solo colpo che ha ucciso in testa Thomas e lo scooter di grosse dimensioni in sella al quale si trovavano le persone – tuttora ricercate – che hanno teso l’agguato a Bricca. Che il giovane ucciso sia stata colpito per sbaglio è ormai certo ma le indagini dei Carabinieri, coordinate dalla Procura, si sono arricchite da una serie di perquisizioni nel quartiere delle Fraschette presso alcune abitazioni di quei sospettati, compresi i due fratelli che tre giorni dopo l’omicidio si erano spontaneamente presentati in caserma ad Alatri per dimostrare la loro estraneità ai fatti.
I genitori di Thomas, Federica e Paolo, nelle ultime ore hanno incassato un importante attestato di solidarietà e vicinanza da parte di Valerio e Marina Vannini, i genitori di Marco, il ragazzo ucciso a Cerveteri per il cui delitto sono in carcere l’intera famiglia Ciontoli
“Ai genitori di Thomas mi sento di dire – ha dichiarato Marina Vannini – di non mollare mai neanche di davanti agli ostacoli più grandi ed insormontabili. Perché prima o poi la giustizia arriva. Mando un abbraccio forte a quella madre che piange disperata la morte del figlio e sono vicina a quel padre che si sta battendo per arrivare ad una verità. La vostra lotta sarà la nostra lotta”. I genitori di Marco li ricordiamo il 15 luglio scorso presenti nell’aula della Corte d’Assise del Tribunale di Cassino nel giorno della sentenza per l’omicidio di Serena Mollicone. Erano giunti per rinsaldare un legame d’amicizia che li legava al papà della studentessa di Arce, Guglielmo. La sentenza che emise il Tribunale di Cassino fu di altra portata, di assoluzione per i cinque imputati del delitto del 1 giugno 2001…