LATINA – E ora a tremare sono i vertici della Federazione di Latina del partito ma anche quelli del comune capuologo e di quelli in cui la pasionaria neo segretaria nazionale del Pd Elly Schlein ha “stracciato” il suo sfidante, l’attuale presidente della Regione Emilia Romagna Stefano Bonaccini. A mandare ulteriormente in fibrillazione parte del Pd pontino sono state le dichiarazioni rilasciate dalla neo segretaria Dem in occasione del simbolico passaggio delle consegne avvenuto lunedì con il dimissionario Enrico Letta. La prima mossa politica di Elly Schlein segretaria è stata quella di riaprire il tesseramento Pd.
“Dopo la straordinaria partecipazione alle primarie vogliamo lavorare da subito per aprire il prima possibile il nuovo tesseramento – ha detto al Nazareno. Già ci arrivano tanti messaggi, è una occasione straordinaria per aprire le porte affinché il popolo delle primarie sia coinvolto sulla scelta della nuova segretaria ma anche per entrare pienamente a far parte di questa comunità democratica”. Una mossa che ha una duplice ratio: allargare la base degli iscritti e ‘fidelizzare’ il popolo delle primarie ma anche rispondere alle critiche, arrivate dall’area Bonaccini, sulla ‘contraddizione’ tra il voto degli iscritti e quello dei gazebo.
“Sono emerse alcune contraddizioni, a partire dal fatto che ci sono due vincitori diversi tra gli iscritti e tra gli elettori“, ha detto Alessandro Alfieri. Riaprire il tesseramento potrebbe servire anche a ridurre quel ‘gap’ tra le due consultazioni. Insomma la nuova segreteria del Pd considera “giusto” riaprire il tesseramento per coinvolgere chi ha partecipato ai gazebo, per “far sì che quella non sia stata solo una partecipazione una tantum e permettere agli iscritti di incidere”.
Questa necessità potrebbe riguardare innanzitutto la federazione del Pd di Latina in considerazione del dato finale delle primarie di domenica. Dei 6117 iscritti e simpatizzati che si sono dati appuntamento nei gazebo Dem il 55,87% (pari a 3397 preferenze) ha votato la Schlein segretaria contro i 2688 voti (pari al 44,17%) ottenuti dall’attuale governatore dell’Emilia Romagna, sostenuto dalla segreteria provinciale del Partito.
Il sorpasso la Schlein l’ha ottenuto nei gazebo pontini ribaltando il voto dei circoli della settimana precedente dove si era fermata al 30,80% contro il 52,66% di Bonaccini. Un trend confermato a Latina città – la Schlein ha ottenuto 812 voti contro i 500 del Presidente emiliano – ma anche i comuni importanti dove il tesseramento annunciato potrebbe permettere ai Pd locali di avere una nuova guida politica. Si tratta di Aprilia dove la Schlein ha portato a casa 319 voti contro i 104 di Bonaccini, di Cisterna (166 contro 130), Terracina (176 contro 90), Formia (302 contro 191), Itri (111 contro 36), Lenola (49 contro 26) e Roccasecca dei Volsci (8 contro 7).
La candidatura di Bonaccini alla segreteria nazionale del Pd ha prevalso in comuni medio-piccoli della provincia di Latina dove il tesseramento, se dovesse rispettare l’andamento delle primarie di domenica, non provocherebbe nessun scossone. Sono Santi Cosma e Damiano (265 contro 10) – si è fatto sentire il peso della mancata consigliera regionale del Pd Carmela Cassetta – Castelforte (144 contro 47), Spigno Saturnia (14 contro 10), Campodimele (19 contro 7), Maenza (37 contro 11), Sabaudia (153 contro 115), Pontinia (64 contro 29), Cori (138 contro 110) e Roccagorga (81 contro 65).
Il nuovo tesseramento nei territori anticipato dalla Schlein potrebbe rifomulare la geografia del Pd anche in quei comuni dove domenica c’è stato il pareggio. Sono stati esattamente due: Prossedi (14 voti ad entrambi gli sfidanti alla segreteria nazionale) e Norma (36 a 36)
A soffiare subito sul fuoco delle polemiche è stato nel sud pontino, ed esattamente nel comune di Gaeta, il candidato di Demos alle ultime elezioni regionali, l’ex consigliere comunale Franco De Angelis. Nel bersaglio sono finiti il segretario cittadino Gianluca Conte ed il capogruppo consiliare Emiliano Scinicariello: “In base ai risultati ottenuti sia alle regionali del 12 e 13 febbraio (quando la lista Demos, con De Angelis naturalmente il più votato rispetto al rieletto consigliere regionale Salvatore La Penna e all’uscente assessore regionale all’agricoltura Enrica Onorati, aveva quasi acciuffato il dato elettorale del Pd ufficiale, ndr) che alle primarie il segretario e la segreteria di Gaeta si dovrebbero dimettere. Per fare cosa? Azzerare tutto e cercare di ricomporre i cocci provocati nel congresso di un anno fa. Lo faranno ? – ha concluso de Angelis – Io penso di no perché dignità di questa classe dirigente di Gaeta del Pd è prossima allo…zero”.