Formia / Estorsione ai danni di un imprenditore, i dettagli dell’operazione della Polizia

FORMIA – Era stanco di dilapidare i suoi risparmi per pagare decine di migliaia di euro a causa di continue richieste estorsive. E così che un imprenditore di 51 anni di Formia, titolare di un’avviata e nota azienda specializzata nella zona industriale di Penitro nella fornitura di materiale nel settore commerciale e della ristorazione, ha deciso di rivolgersi al Commissariato di Polizia di Gaeta, le cui indagini e appostamenti si sono concretizzati mercoledì con l’arresto, con la grave accusa di estorsione continuata in concorso, di due uomini.

Si tratta di S.T. di 51 anni originario di un’isola campana ma da anni trapiantato a Formia con la famiglia ed altri fratelli, e G.M, 42 anni, di Formia, il primo con precedenti specifici, il secondo incensurato. Gli indagati da mesi erano erano diventati l’incubo dell’operatore economico, destinatario di richieste estorsive che – secondo alcune stime– avrebbero superato i diecimila euro. Se l’imprenditore non avesse pagato e, dunque, esaudito le continue richieste di danaro, i due – sostengono gli inquirenti – avrebbero “bruciato” la sua azienda. La svolta all’intera e grave vicenda si è registrata – come detto – mercoledì pomeriggio quando il 51enne ed il 42enne contattavano di nuovo l’imprenditore che, vittima di reiterate e violente minacce verbali, inviate attraverso whatsapp, pretendevano la consegna di altri soldi.

Veniva fissato un appuntamento nei pressi di un bar alla periferia orientale di Formia, in località Gianola. Ma sul posto c’erano anche gli agenti del Commissariato di Gaeta che, diretti dal vice Questore Michele Pota, predisponevano un servizio di osservazione e di monitoraggio al fine di certificare l’eventuale cessione di danaro. E così è stato. I due uomini venivano bloccati in possesso di banconote che per un totale di 500 euro era state preventivamente “segnate” dalla vittima su indicazione della Polizia. Gli inquirenti sostengono come i proventi di queste continue forme di taglieggiamento servissero ai due arrestati per pagare le dosi di droga per uso personale e giocare alle slot machine in alcuni bar di Formia.

Dopo gli accertamenti di rito, i due, difesi dagli avvocati Vincenzo Macari e Gaetano D’Orsi, venivano arrestati su disposizione del sostituto procuratore Marina Marra e finivano ai domiciliari in attesa dell’interrogatorio di convalida in programma venerdì alle 10, davanti il Gip del Tribunale di Cassino Domenico Di Croce.

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