Tutti incrociano le dita per evitare l’effetto conclave, di entrarvi papa e di uscirne cardinale. Ma il dato sarebbe definito: saranno due gli assessori – come da previsione – a rappresentare la provincia di Latina nella prima Giunta regionale di centro destra a guida Francesco Rocca. Il neo governatore del Lazio dovrebbe presentarla sabato mattina a Roma ma, dopo l’incontro di giovedì sera dei coordinatori regionali della Lega Claudio Durigon, di Forza Italia Claudio Fazzone e di Fratelli d’Italia Trancassini, la quadratura sarebbe stata raggiunta con due assolute novità per la squadra pontina nel nuovo governo regionale.
Il vice sindaco del Comune di Itri Elena Palazzo seconda piu votata il 12 e 13 febbraio nella lista provinciale di Latina di Fratelli d’Italia,

scaramantica ancora non accetta le felicitazioni dopo il via libera che sarebbe stato pronunciato da Giorgia Meloni in personale per rappresentare il sud pontino e una delle quote rosa che doveva esprimere il suo partito per il varo della Giunta di centro destra. “Sino a sabato mattina può succedere di tutto” ha detto venerdì mattina davanti ad un caffè consumato in un Bar di Itri con l’ex sindaco del centro aurunco Antonio Fargiorgio. Il quasi certo incarico assessorile, più che mai dopo essere diventata consigliere regionale, imporrà alla Palazzo la scelta obbligata di dimettersi dall’incarico di vice sindaco e di potentissima assessore nella Giunta di Giovanni Agresti che, protagonista nella sua Itri nella campagna elettorale a favore del neo consigliere regionale di Forza Italia ed ex sindaco di Gaeta Cosimino Mitrano, sa di aver un’ombra ingombrante nel palazzo municipale di piazza Incoronazione.
Naturalmente i proposti verbali proiettati alla collaborazione sono una cosa, la realtà delle cose è un’altra. Aderendo a Fratelli d’Italia dopo una breve militanza nella Lega, la sostituta della Palazzo (che continuerà ad essere consigliera comunale) nella Giunta a Itri sarà Alessia Mancini che farà l’assessora ma non il vice sindaco. Elena Palazzo quest’ultima delega l’aveva proposta all’attuale assessore ai Lavori Pubblici Giuseppe Cece a condizione che la sua attuale ibrida collocazione venisse superata con una chiara adesione a Fdi che, allo stato dei fatti, non è arrivata. E’ probabile che il sindaco Agresti opti per un probabile rimpasto in Giunta limitamente alla ridistribuzione delle deleghe assessorili, moltissime delle quali (e pesanti) erano sinora ad appannaggio del quasi dimissionario vice sindaco Palazzo. Esclusi al momento un ripescaggio dalle file della minoranza del consigliere Dem Giuseppe De Santis (“diventerei assessore solo se ci fosse un tagliando programmatico che non vedo all’orizzonte”) e del gruppo di Forza Italia che, attraverso il suo sempre potente dominus Michele Stamegna, ha chiesto come pegno l’attribuzione di due assessorati e con esso la delega di vice sindaco.
E’ la medesima proposta lanciata dopo il voto amministrativo dell’’autunno 2021 dopo che i voti azzurri furono determinante per il poker di Giovanni Agresti che respinse questa istanza. Forza Italia da allora è finita all’opposizione dove vogliono continuare a rimanere il gruppo consiliare di “Itri Facciamo futuro” con l’ex sindaco Fargiorgio e gli avvocati Tiziana Ialongo e Vittoria Maggiacomo. Un fatto è certo: se Elena Palazzo dovesse diventare – come sembra – assessore regionale, il sindaco di Itri sa di non dover dormire più sonni tranquilli sotto lo stesso tetto consiliare.
La seconda sorpresa per quanto riguarda la possibile composizione della prima Giunta Rocca riguarda Forza Italia. Uno di due assessori

indicati dal coordinatore regionale Claudio Fazzone (oltre a quello della romana Maria Spena, neo delegata alla scuola e poliiche giovanili, ex deputata ed ex assessore alla mobilità nella Giunta Alemanno al Comune di Roma e chiara espressione del Ministro degli Esteri e vice premier) non sarà né di Formia (il capogruppo regionale uscente Pino Simeone) e né di Gaeta. Il suo penultimo sindaco Cosimino Mitrano avrebbe detto di no a sedere in Giunta perché devo “studiare ancora tanto”. Tradotto: Mitrano vorrebbe magari presiedere una commissione – quella al bilancio e programmazione sarebbe il top – e non perdere di vista, elettoralmente parlando, il territorio e la sua Giunta. Insomma Cosimino Mitrano intende continuare a svolgere l’incarico di sindaco emerito quando il suo delfino pensava di avere gli spazi di manovra certificati dal plebiscitario voto del 12 giugno scorso. Se Simeone è sempre in poule position per guidare l’Egato pontino – il nuovo governo provinciale per la gestione del ciclo di rifiuti che prevede l’attribuzione al suo presidente un’indennità “monstre” di 8000 euro mensili – l’assessore pontino di Forza Italia nella Giunta Rocca sarà un altro ex sindaco, quello di San Felice Circeo Pino Schiboni. E’ stato ottimo secondo in termini di preferenze alle spalle di Mitrano e sarà investito della delega all’ambiente che però sarà depurata dalla responsabilità del ciclo dei rifiuti rivendicata da Fratelli d’Italia.
L’accordo raggiunto dalle segreterie regionali del centro destra con il presidente Rocca ha sancito il conferimento di due deleghe assessorili alla provincia di Frosinone. La prima è della Lega: il capogruppo regionale uscente Pasquale Cicciarelli, di San Giorgio a Liri, forte dei suoi 14mila voti (che non gli sono bastati per essere rieletto), assumerà l’incarico di assessore alla cultura. Se il secondo assessore (al turismo) del carroccio sarà una donna attualmente parlamentare europeo – deve decidere una tra Cinzia Bonfrisco e Simona Baldassarre – la seconda rappresentanza ciociara è stata avanzata con successo da Fratelli D’Italia. L’ex vice sindaco di Frosinone Fabio Tagliaferri si occuperà di sport, delega che ha ricoperto con successo consentendo la trasformazione in un parco pubblico del mitico stadio Matusa e la contestuale realizzazione di uno degli impianti più belli realizzati in Italia negli ultimi anni , lo stadio “Benito Stirpe”.
I restanti sei assessori della Giunta figlia del voto di un mese arrivano dall’interno del raccordo anulare. Alla forzista Maria Spena gli altri quattro sono stati tutti indicati da Fratelli d’Italia e sempre con l’avallo personale della presidente Meloni. Si tratta dell’ex deputata europea Roberta Angelilli (che sarà la vice presidente della Giunta Regionale oltre che assessore allo sviluppo economico), di Giancarlo Righini (bilancio e agricoltura), Fabrizio Ghera (trasporti e rifiuti) e Massimiliano Maselli (Lavori Pubblici, casa e soprattutto urbanistica). La nuova Giunta regionale, insomma, intende perseguire quello modulo: 6 assessori (Fdi)- 2(Lega) e 2 (Forza Italia) che rappresentano tre delle cinque province laziali. Quelle di Rieti e Viterbo sono rimaste a bocca asciutta con le magre consolazioni che alla Tuscia spetterà con Daniele Sabatini la guida del gruppo alla Pisana di Fratelli d’Italia mentre alla provincia di Rieti con Eleonora Berni o Claudia Chiarinelli in lista d’attesa per la presidenza di una commissione di peso.
Capitolo presidenza del consiglio regionale. L’accordo politico raggiunto con il presidente Guerra prevede che spetti guidare la rinnovata assemblea della Pisana al leghista Antonello Aurigemma e non più a Pino Cangemi che diventerebbe uno dei due vice in rappresentanza della maggioranza. La minoranza di centro sinistra punterebbe sulla ciociara Sara Battisti dopo il rifiuto di Daniele Leodori, il vice” di Nicola Zingaretti interessato a guidare o, meglio, a ricostruire il Pd nel consiglio regionale appena rinnovato.