Omicidio Suio Terme: in tantissimi ai funerali di Giovanni Fidaleo

SAN GIORGIO A LIRI – Tre comunità in lutto – San Giorgio a Liri, Castelforte, e Itri – tre comunità attonite e simbolicamente unite con un auspicio: questo tipo di tragedie non si verifichi più. Lo sono state domenica pomeriggio a San Giorgio a Liri in occasione dei partecipati funerali di Giovanni Fidaleo, il direttore dell’Hotel Nuova Suio ucciso martedì scorso con quattro colpi di pistola sparati da distanza ravvicinata dall’appuntato 56enne dei Carabinieri Giuseppe Molinaro in quello che doveva essere – a suo dire – un incontro chiarificatore tra i due uomini relativamente alla contesa di una donna, la 30enne Miriam Mignano.

Il feretro è arrivato puntuale in piazza Dante dove si è snodato a piede un corteo che diretto nella vicina chiesa di San Rocco, è stato inaugurato da uno striscione mostrato dai bambini e dai tecnici della Pro Calcio e dagli Amatori di San Giorgio a Liri nelle cui fila Giovanni coltivava ancora la sua storica passione per il calcio. Ai funerali (curati dall’agenzia “Circio” di Castelforte) hanno partecipato tantissimi cittadini comuni di San Giorgio ma anche diversi provenienti da Castelforte e da Itri – località in cui era nato il direttore d’albergo – che, dunque, si sono stretti attorno ai familiari di Fidaleo, soprattutto nei confronti della moglie Maria Cristina e dei due figli Benedetto e Marco.

A lenire il loro infinito dolore ci hanno provato i sindaci di San Giorgio – dove era stato proclamato il lutto cittadino – e di Castelforte, Francesco La Valle e Angelo Felice Pompeo e, dall’altare, i parroci dei due centri che hanno officiato il rito funebre, don Marcelo Hoca e don Fabio Gallozzi. Soprattutto quest’ultimo nella sua conclusiva ed applaudita orazione funebre, ricordando l’altruisimo e la generosità di Giovanni Fidaleo, ha definito un obbligo morale stare ora vicini, più che mai, alla moglie e ai figli del direttore ucciso.

Giovanni Fidaleo

Sul fronte delle indagini, dopo l’autopsia effettuata sabato dal medico legale Giorgio Margiotta nominato dal sostituto Procuratore Chiara D’Orefice, sarà determinante in settimana l’interrogatorio cui sarà sottoposta l’unica testimone oculare della tragedia di Suio. I Carabinieri di Formia, agli ordini del Maggiore Michele Pascale, ascolteranno Miriam Mignano, la 30enne di Castelforte tuttora ricoverata al Gemelli di Roma ma fortunatamente fuori pericolo dopo l’esito positivo di un secondo intervento chirurgico cui è stata sottoposta all’indomani del suo gravissimo ferimento. Intanto il Comando provinciale dell’Arma di Caserta, guidato dal colonnello Manuel Scarso, ha già chiarito la questione della pistola d’ordinanza utilizzata martedì da Giuseppe Molinaro. Ha fatto sapere come il percorso psicologico del militare, dopo la depressione sofferta nella seconda metà del 2020 in seguito alla prematura scomparsa della madre,, fosse noto soltanto alla psicologa privata dell’appuntato di Teano. Alla dottoressa Onesta D’Angelo l’uomo un’ora dopo l’omicidio del direttore Fidale e il ferimento della Mignano, aveva consegnato la pistola prima di costituirsi. Insomma il Comando provinciale di Caserta dei Carabinieri era venuto dei problemi psicologici di Molinaro soltanto martedì scorso.

L’appuntato quando aveva chiesto di essere trasferito nel corso del 2022 dalla stazione di Castelforte a quella di Carinola, nella vicina provincia di Casertana, aveva chiesto di beneficiare di temporanei permessi per una patologia “che nulla aveva a che fare con problemi psicologici e, quindi, non c’erano le condizioni per il ritiro dell’arma d’ordinanza ”. La stessa licenza straordinaria iniziata lo scorso 22 febbraio era stata chiesto perché l’appuntato di Teano doveva essere operato per un problema di routine. Le sue assenze, dunque, non erano da collegare alla depressione provata dalla morte dell’anziana, una patologia che il militare ha superato dopo quattro mesi quando gli fu riconsegnata la sua pistola. In questo momento le procedure seguite furono corrette? La Procura militare intende approfondire questa fase ma perché quel ricorso “privato” alla psicologa amica di Teano da parte del 56enne appuntato di Teano?

Se la dinamica dell’omicidio di Fidaleo e del ferimento di Mignano dovrà essere definita dagli esami balistici compiuti dai Carabinieri del Ris di Roma unitamente all’esito dell’autopsia effettuata sabato presso l’obitorio dell’ospedale Santa Scolastica di Cassino, sul piano processuale la difesa di Molinaro potrebbe avanzare nei primi giorni della settimana due istanze: il ricorso al Riesame contro l’ordinanza del Gip del Tribunale di Santa Maria Capua che ha confermato la custodia cautelare per l’appuntato nel carcere militare di Capua e poi la richiesta di svolgere una perizia psichiatrica per l’uomo con l’obiettivo, minimo, di ottenere il riconoscimento almeno della semi infermità mentale.

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