CASTELFORTE – L’appuntato reo confesso dell’omicidio di Giovanni Fidaleo, Giuseppe Molinaro, chiederà di lasciare il carcere militare di Santa Maria Capua Vetere per essere sottoposto ad un delicato intervento chirurgico per il quale si trovava in licenza straordinaria dal 22 febbraio scorso. L’indiscrezione è stata confermata dalla difesa del militare di Teano che, all’indomani dello svolgimento a San Giorgio a Liri dei funerali del direttore dell’Hotel Nuova Suio di Castelforte ucciso da quattro colpi di pistola sparati dal Carabinieri con la sua pistola ordinanza, è impegnata a presentare il ricorso al Riesame di Napoli contro l’ordinanza di custodia cautelare emessa dal Gip del Tribunale di Santa Maria Capua Vetere Maria Pasqualina Guadiano per l’omicidio di Fidaleo e per il grave ferimento della 30enne Miriam Mignano.
E’ probabile che i legali di Molinaro, gli avvocati Giampiero Guarriello e Paolo Maria Di Napoli, dopo la mancata concessione degli arresti domiciliari con il braccialetto, chiederanno al Gip del Tribunale di Santa Maria Capua Vetere – ora competente per territorio – una deroga perché il militare venga sottoposto ad un intervento chirurgico in assenza del quale diventerebbe incompatibile la sua permanenza nel carcere militare. Al momento il Tribunale competente a decidere resta quello di Santa Maria Capua Vetere. Lo sarà sino a quando gli atti non saranno trasmessi entro 20 giorni dall’emissione dell’ordinanza custodiale in carcere – ai sensi dell’articolo 27 del Codice di procedura penale – a quello competente per territorio di Cassino. A quel punto dovrà essere rinnovata l’intera procedura seguita a Santa Maria Capua Vetere nel secondo che il sostituto procuratore Chiara D’Orefice dovrà emettere un secondo provvedimento restrittivo ed essere oggetto di un altrettanto interrogatorio di garanzia.
I Carabinieri della Compagnia di Formia, intanto, attendono l’autorizzazione dei medici del Policlinico Gemelli per sentire a Roma Miriam Mignano, la 30enne di Castelforte che, rimasta gravemente ferita per gli ulteriori tre colpi di pistola esplosi da Molinaro, potrebbe ricostruire l’esatta dinamica omicidiaria nell’albergo di via delle Terme. E soprattutto confermare o smentire la ricostruzione fatta dall’appuntato dei Carabinieri che aveva dichiarato al Gip di essere andato martedì scorso presso l’albergo Nuova Suio in compagnia della donna soltanto per chiarire , una volta per tutte, con il suo presunto rivale in amore.
La famiglia di Giovanni Fidaleo, al momento parte offesa, si è affidata al professor Gianrico Ranaldi e all’avvocato Raffaele Panaccione per seguire legalmente l’intera controversia giudiziaria. I due legali hanno definito “determinanti” i risultati dell’esame autoptico disposto sabato mattina dalla Procura di Cassino ed eseguito dal dottor Giorgio Margiotta alla presenza dei due consulenti di parte, Leonardo Esposito e Antonio Oliva. Per ricostruire l’esatta dinamica della sparatoria saranno fondamentali, sul piano prettamente balistico, anche gli accertamernti dei Ris e degli stessi Carabinieri della Compagnia. I militari del Maggiore Michele Pascale avevano trovato spento il giorno dell’omicidio di Fidaleo l’impianto di videosorveglianza dell’albergo. Ma per una questione di zelo è stato deciso di verificare l’operatività o meno del sistema di sicurezza della struttura ricettiva anche nei giorni precedenti alla tragedia per escludere categoricamente l’ipotesi – negata dall’indagato – che Molinaro abbia effettuato appostamenti e sopralluoghi prima di entrare in azione.