CASTELFORTE – Tutto come previsto. Giuseppe Molinaro, l’appuntato dei Carabinieri accusato dell’omicidio (avvenuto il 7 marzo scorso nella hall dell’albergo Nuova Suio) di Giovanni Fidaleo e del grave ferimento della 30enne di Castelforte Miriam Mignano, è stato sottoposto giovedì all’intervento chirurgico per cui era in licenza straordinaria dal 22 dicembre ed ha già fatto ritorno nel carcere militare di Santa Maria Capua Vetere. Il militare originario di Teano ha potuto lasciare la struttura penitenziaria dopo aver ottenuto il nulla osta della locale Procura della Repubblica e così si è recato presso un ospedale di una località campana – il nome non è stato reso noto per motivi di riservatezza e di sicurezza – per farsi operare in regime ambulatoriale e, dopo alcune ore, ha fatto ritorno nel carcere cui era stato associato con le accuse di omicidio e di tentato omicidio alcune ore dopo l’assunzione della responsabilità di quanto avvenuto nella struttura ricettiva di via delle Terme.
A metà della prossima settimana il Tribunale del Riesame di Napoli, invece, si esprimerà sulla richiesta dei suoi legali, gli avvocati Giampiero Guarriello e Paolo Maria Di Napoli, che hanno chiesto la modifica dell’ordinanza di custodia cautelare emessa dal Gip del Tribunale di Santa Maria Capua Vetere Maria Pasqualina Guadiano finalizzata all’ottenimento, in considerazione del non ottimale quadro clinico e psicologico dell’indagato ma anche per la collaborazione resa subito dopo l’assunzione delle proprie responsabilità per quanto avvenuto nell’albergo della famiglia Ciorra, degli arresti domiciliari con il braccialetto elettronico. I legali difensori del militare, intanto, hanno richiesto anche una perizia psichiatrica per valutare il suo attuale stato psicofisico.
Per il prosieguo delle indagini venerdì potrebbe risultare una giornata determinante. La trentenne guardia giurata Miriam Mignano, sopravvissuta alla sparatoria rimanendo gravemente ferita da tre proiettili che l’hanno colpita all’addome e al torace, sarà interrogata nella sua stanza del Policlinico Gemelli a Roma. Le sue condizioni sono nettamente migliorate, dopo due delicati interventi chirurgici, e per questo i medici hanno accolto le richieste della Procura della Repubblica di Cassino, competente per le indagini sul delitto di Suio Terme. L’interrogatorio richiesto dal sostituto procuratore Chiara D’Orefice servirà a ricostruire la dinamica dei fatti avvenuti il 7 marzo e a cercare di capire i motivi che hanno spinto il militare a compiere il folle gesto. Il racconto della donna sarà fondamentale per cercare di capire l’esatta dinamica di quanto accaduto martedì della scorsa settimana nella hall dell’albergo chiuso per la pausa invernale e diretto dalla vittima.
Miriam Mignano, unica testimone oculare, potrebbe confermare o smentire la versione fornita da Molinaro in sede di interrogatorio di convalida davanti il Gip del Tribunale di Santa Maria Capua Vetere. Secondo il carabiniere di Teano, lui e la donna avevano un appuntamento per chiarirsi, ma Fidaleo avrebbe iniziato ad urlare contro di lui brandendo una spranga di metallo, portando Molinaro ad estrarre la pistola e sparare. Gli inquirenti ritengono che il movente dell’omicidio sia la gelosia e, dunque, passionale. Tuttavia, l’ultimo tassello per completare la ricostruzione degli eventi è rappresentato dalle dichiarazioni di Miriam Mignano, che saranno confrontata anche sul piano prettamente balistico, grazie agli accertamenti dei Ris di Roma, dalle future conclusioni dell’autopsia compiuta dal dottor Giorgio Margiotta per conto della Procura di Cassino e anche dalle indagini, tuttora in corso, dei carabinieri della compagnia di Formia.