Terracina / “Free Beach”, decreto d’archiviazione per il parlamentare europeo Procaccini (FdI)

TERRACINA – Ma è stato giusto provocare lo scorso anno lo scioglimento anticipato del consiglio comunale di Terracina? Sarà giusto che il prossimo maggio i cittadini di Terracina, a distanza di due anni e mezzo dall’ultima tornata elettorale amministrativa, tornino alle urne per eleggere di nuovo un sindaco (Roberta Tindari si trovava nella pienezza del suo ruolo) e rinnovare il consiglio comunale costretto a lasciare lo spazio al commissario Prefettizio? Questi interrogativi campeggiano sullo sfondo di un’ordinanza che, richiesta dal Procuratore aggiunto Carlo La Speranza e dai sostituti procuratori Giuseppe Bontempo e Antonio Sgarrella , è stata emessa dal Gip del Tribunale di Latina Giorgia Castriota: l’ex sindaco ed attuale parlamentare europeo di Fratelli d’Italia Nicola Procaccini non potrà essere processato e tantomeno rinviato a giudizio relativamente ai capi d’imputazione a causa dei quali aveva ricevuto un avviso di garanzia nell’ambito dell’inchiesta “Free Beach” relativamente alla presunta ed illegittima gestione delle concessioni balneari e la realizzazione di interventi sul demanio marittimo.

Il Gip Castriota ora ha deciso l’archiviazione per Procaccini, unitamente ad altri cinque indagati, dopo che si era riservata la decisione se accogliere o meno la richiesta della Procura di autorizzazione a procedere con le ipotesi accusatorie di turbativa d’asta e induzione indebita a dare o promettere utilità. L’ordinanza di archiviazione scaturisce da una richiesta che i legali di Procaccini, il padre (ed ex magistrato) Massimo e Giulio Mastrobattista avevano inoltrato ai pm inquirenti sulla scorta della “mutilazione” apportata all’inchiesta, a più riprese, da alcuni pronunciamenti del Riesame. E così che escono di scena per il capo d’imputazione numero 16 (turbata libertà degli incanti) dell’ordinanza del Gip Castriota, oltre all’ex sindaco e assessore all’attuazione del programma Procaccini, il sindaco facente funzioni (e poi eletto sindaco nell’autunno 2020) di Terracina Roberta Tintari, l’allora assessore al demanio Gianni Percoco, l’assessore ai Lavori Pubblici Danilo Zomparelli, il dirigente del settore demanio Corrado Costantini, l’amministratore di fatto della cooperativa “Mare e Monti 2018” Mauro Masci e Fabio Minutillo.

Per questo capo d’imputazione i fatti – secondo la Procura – si sarebbero svolti tra il giugno e settembre 2019. Procaccini non era più sindaco perché dimissionario dopo l’elezione (avvenuta a giugno di quell’anno) al parlamento europeo ma aveva accettato di “dare una mano” all’amministrazione guidata dalla sua ex vice Tindari rivestendo l’incarico di assessore all’attuazione del programma del Comune. Il pomo della discordia è stato rappresentato dal progetto di salvataggio collettivo approvato dalla Capitaneria di Porto di Terracina con l’ordinanza numero 58/2019, su proposta della cooperativa “Mare e Monti”, condivisa e sottoscritta dalle organizzazioni sindacali di categoria, il Sib ed il Cna. Successivamente l’Ufficio Circondariale Marittimo di Terracina notificò al Comune di Terracina l’approvazione del “Piano di Salvataggio Collettivo”. Il piano consisteva nel salvataggio balneare con postazioni fisse e bagnini su tutte le spiagge di Terracina, sia quelle in concessione a privati che libere o in concessione al Comune.

Pertanto il Comune doveva contribuire in quota parte al finanziamento del piano approvato dalla Capitaneria di porto. L’attività era stata regolarmente svolta e “il Comune – ha sempre ribadito Procaccini – ne ha beneficiato in termini di sicurezza pubblica, di attrattività turistica, e per il mantenimento della bandiera blù. Al momento di erogare il contributo si generò un empasse amministrativo con riguardo all’individuazione del beneficiario e all’importo da corrispondere”. Secondo alcuni dirigenti comunali il contributo doveva essere erogato direttamente nei confronti della cooperativa “Mari e Monti”, secondo altri nei confronti delle organizzazioni sindacali, le uniche ad aver avuto una interlocuzione diretta con l’ente comunale attraverso la richiesta, protocollata, di erogazione del contributo. Seguirono mesi di ipotesi, consultazioni e riunioni per individuare la soluzione più giusta e legalmente corretta quando la Giunta il 31 dicembre con la delibera 252 stabilì di erogare il contributo alle organizzazioni sindacali e nella misura di 47.800 euro, comprensiva di Iva, per l’affidamento diretto dei servizi.

“Personalmente non ho mai preso parte a quella giunta poiché, come si evinse dal verbale, mi trovavo a Strasburgo e dunque ero assente. Curiosamente ciò non viene rilevato nell’ordinanza, mentre attraverso una lunga sequela di intercettazioni telefoniche indirette ed ambientali veniva rilevato il mio legittimo interesse amministrativo e politico affinché si trovasse una soluzione all’empasse amministrativo, senza violare la legge”. La conclusione fu un’altra: il Comune di Terracina non ha mai erogato il contributo poiché i sindacati balneari, essendo associazioni senza scopo di lucro, non disponevano di un proprio conto corrente.

“Il Comune – ha aggiunto l’ex sindaco – ha usufruito dell’attività di salvataggio balneare sulle spiagge di propria competenza, senza aver mai pagato neppure un centesimo di euro”. Per questo reato nel luglio 2022 finirono ai domiciliari Tintari, Percorco ed il dirigente Costantino ma l’8 agosto il Riesame questa parte dell’ordinanza del Gip Castriota con la Procura che decise di non impugnarla in Cassazione.

Il comune per il servizio di vigilanza aveva stanziato 80mila per il servizio di salvataggio delle spiagge e si pose un problema: per quell’importo sarebbe stata necessaria una vera e popria gara d’appalto. Si decise di garantire un contributo di 39mila, oltre l’Iva, alle due associazione dei balneari. Il Riesame ha annullato questa parte dell’ordinanza del Gip del Tribunale di Latina semplicemente perché la “somma erogata è rimasta entro la soglia di legge perché raggiunge, solo con l’aggiunta dell’Iva, i 47.800 euro e, pertanto, si resta nell’affidamento diretto del servizio”. Un concetto, quest’ultimo, ribadito dalla sentenza numero 13431 del 2017 della sesta sezione penale della Corte di Cassazione che nel 2022 è andata oltre: la turbata libertà degli incanti “non è configurabile in mancanza di una competenza tra offerenti”. Ed il Gip Castriota, che aveva emesso gli arresto eccellenti al comune di Terracina, lo ribadisce nel provvedimento di archiviazione per Procaccini ed altri cinque imputati: “Le riunioni informali tenutesi tra balneari, politici, Capitaneria non possono far ravvisare competizione in mancanza di diversità di offerenti. L’azienda speciale di Terracina, che si occupava soltanto del lido “Pro Infantia”, non concorreva con la cooperativa “Mare e Monti 2018” .

Nicola Procaccini non potrà essere processato neanche per il capo d’imputazione numero 35 dell’ordinanza custodiale del Gip Castriota. Sinora era indagato per un tentativo di concussione per induzione indebita a dare o promettere utilità Secondo l’accusa avrebbe indotto con modi bruschi una dipendente comunale, Graziella Falovo (“una mia amica carissima peraltro”) a rilasciare indebitamente un’autorizzazione per l’installazione di alcuni gonfiabili e per rilasciare la licenza per conduzione dello spettacolo viaggiante all’impresa “Oasi Sea Park”. Il titolare, Luca Rasi, era residente a Roma (dove aveva la sede la sua società) e pertanto il rilascio della licenza avrebbe dovuto essere richiesto al comune di Roma.

In base alla ricostruzione della Procura la signora Falovo in occasione di una discussione avvenuta negli ultimi giorni di maggio 2019 con Nicola Procaccini (che non era ancora stato proclamato deputato europeo e, dunque, era ancora a tutti gli effetti sindaco di Terracina), sarebbe stata rimproverata dal dirigente di Fdi perché “stava impiegando troppo tempo a perfezionare e rilasciare l’autorizzazione alla società romana”. Nella richiesta di archiviazione la Procura di Latina il 16 dicembre scorso aveva motivato la sua istanza per due ragioni. La prima: le intercettazioni non sarebbero potute essere utilizzate nei confronti di Procaccini per la mancanza dell’autorizzazione a procedere da parte del Parlamento europeo, richiesta avanzata dalla Procura ma respinta dal Gip per “l’occasionalità delle intercettazioni che coinvolsero Procaccini”. La seconda: l’ex sindaco fu protagonista sì di “un atteggiamento irruente ed autocratico” ma non “è sufficiente a fondare un’accusa di tentata concussione”

Il decreto di archiviazione rilancia un quesito: è stato giusto ed opportuno agli inizi dell’estate 2022 decapitare un’intera amministrazione comunale a margine di un’inchiesta a causa della quale il sindaco Tintari finì a domiciliari, poi annullati sempre dal Riesame? Questa considerazione sicuramente monopolizzerà un’attesa conferenza stampa che il parlamentare europeo di Fratelli d’Italia terrà venerdì 17 marzo, alle ore 13, presso il suo ufficio in via Badino (presso il Centro Commerciale Arene) a Terracina. Sarà l’avvio della campagna elettorale al comune di cui, con il senno del poi, non ci sarebbe stato bisogno. O almeno.

Gestione cookie