Castelforte / Omicidio Suio Terme, Miriam Mignano risponde alle domande: secretato l’interrogatorio

CASTELFORTE – Cinque ore, minuto più minuto meno. Tanto è durato venerdì l’interrogatorio di Miriam Mignano, la donna di 30 anni di Castelforte che, ricoverata presso il Policlinico Gemelli subito dopo il grave ferimento, è l’unica testimone oculare della sparatoria avvenuta lo scorso 7 marzo nella hall dell’albergo Nuova Suio nel corso della quale l’appuntato dei Carabinieri Giuseppe Molinaro aveva ucciso con quattro colpi di pistola il direttore della struttura ricettiva Giovanni Fidaleo.

L’interrogatorio secretato

Mignano ha risposto a tutte le domande che le sono state poste dagli investigatori della Compagnia di Formia dei Carabinieri. Le risposte, su ordine del sostituto procuratore Chiara D’Orefice, sono state secretate ma l’interrogatorio – secondo le scarne informazioni trapelate – ha avuto un carattere collaborativo da parte della donna che, dopo il via libera all’interrogatorio da parte dei medici che l’hanno strappata alla morte, ha ricostruito in ogni dettaglio quanto è avvenuto all’ingresso dell’hotel di via delle Terme.

Miriam Mignano avrebbe confermato, per esempio, ai Carabinieri del Maggiore Michele Pascale la stessa versione sui fatti resa ai militari da Molinaro subito dopo la confessione dell’omicidio del direttore Giovanni Fidaleo. E, cioè, che l’appuntato sarebbe andato nell’albergo insieme alla donna per ottenere un chiarimento con quella che sarebbe diventata la sua vittima.

Top secret invece su quanto è avvenuto nella hall dell’albergo, sulle possibili cause che avrebbero trasformato quell’incontro in una sparatoria nel corso della quale sono stati esplosi sette colpi di pistola, quattro all’indirizzo di Fidaleo e tre nei confronti della Mignano. Naturalmente le dichiarazioni della donna di Castelforte ora saranno vagliate sulla scorta delle perizie balistiche dei Ris, dell’autopsia disposta dalla Procura e delle indagini in corso dei Carabinieri su una spranga di alluminio trovata nella scena del delitto e sui telefonini sequestrati a Molinaro, Fidaleo e alla stessa 30enne di Castelforte.

Il Riesame di Molinaro

Con il trasferimento a Cassino degli atti dell’inchiesta il sostituto procuratore D’Orefice potrebbe chiedere da un momento all’altro una nuova ordinanza di custodia cautelare in carcere per Molinaro ed il reato con il relativo capo d’imputazione potrebbe essere senz’altro condizionato da quanto ha dichiarato ai Carabinieri Miriam Mignano. Giuseppe Molinaro si trova invece nel carcere militare di Santa Maria Capua Vetere: vi era tornato giovedì dopo alcune ore trascorse all’esterno, presso l’ospedale di una località campagna rimasta ignota per ovvie ragioni di sicurezza, per essere sottoposto ad un intervento chirurgico in day-hospital per il quale era in licenza straordinaria dal 22 febbraio.

A metà della prossima settimana il Tribunale del Riesame di Napoli, invece, si esprimerà sulla richiesta dei suoi legali, gli avvocati Giampiero Guarriello e Paolo Maria Di Napoli, che hanno chiesto la modifica dell’ordinanza di custodia cautelare emessa dal Gip del Tribunale di Santa Maria Capua Vetere Maria Pasqualina Guadiano finalizzata all’ottenimento, in considerazione del non ottimale quadro clinico e psicologico dell’indagato, ma anche per la collaborazione resa subito dopo l’assunzione delle proprie responsabilità per quanto avvenuto nell’albergo della famiglia Ciorra, degli arresti domiciliari con il braccialetto elettronico.

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