Minturno / Bolletta di Acqualatina da oltre 3mila euro: annullata la fattura grazie alla Confconsumatori

MINTURNO – Se i contatori idrici – per quanto possa apparire paradossale – sono autentici colabrodo subito dopo il loro sistema di contabilizzazione, è giusto e necessario che l’utente non paghi l’importo per intero che gli era stato notificato da Acqualatina attraverso una fattura che tanto regolare non era. Lo ha deciso lo stesse ente gestore che, raccogliendo un mirato e preciso ricorso della Confconsumatori provinciale di Latina, ha parzialmente annullato una fattura notificata ad un cittadino di Minturno. Avrebbe dovuto pagare entro lo scorso 23 dicembre l’importo di 3.238,77 euro relativamente ai consumi idrici e della depurazione effettuati nel periodo 26 maggio-15 novembre 2022. La fattura è balzata subito agli occhi dell’avvocato Franco Conte per l’importo relativo alla voce “Acquedotto”: 1.857,44 euro. Troppi per la composizione della famiglia dell’utente.

L’avvocato Conte ha avviato i dovuti accertamenti culminati con l’individuazione di una perdita riscontrata subito dopo il contatore del contribuente minturnese. In quest’ottica ha chiesto ed ottenuto l’applicazione della delibera numero 609 del 2021 dell’Arera, l’Autorità di regolazione delle reti idriche, che all’articolo 19-comma 4 disciplina le modalità di trattamento amministrativo delle perdite occulte “a valle del misuratore”. La delibera dell’Arera prevede, tra le altre cose, come in caso di consumo pari al doppio dei consumo medio giornaliero di riferimento il gestore di riferimento, Acqualatina per la precisione, applichi per il servizio acquedotto una “tariffa non superiore alla metà della tariffa base, al volume eccedente il consumo medio giornaliero di riferimento, fatta salva una franchigia sui volumi fatturabili non superiore al 30%”.

In questo letterale groviglio tecnico-giuridico al contribuente minturnese è stata applicata la nuova normativa dell’Arera prevista per la disciplina delle perdite molto più favorevole al consumatore diversamente dalla disciplina precedente prevista dal regolamento del servizio idrico integrato, che permetteva di avere uno sgravio per perdita pari al 46% del consumo fatturato. E invece la Confconsumatori di Latina ha chiesto ed ottenuto l’annullamento della fattura che imponeva il pagamento della salatissima fattura di 3.238,77 euro e l’emissione di una nuova con l’importo, più accessibile, di 707,40 euro sulla scorta del ricalcolato consumo di 447 metri cubi d’acqua per il periodo 25 maggio-15 novembre 2022 mentre è stato rivisto anche il corrispettivo del servizio di fognatura e della depurazione con il solo consumo di 56 metri cubi.

“Siamo davvero contenti di questo pronunciamento dell’ente gestore che – ha commentato il presidente della Confconsumatori provinciale di Latina, l’avvocato Franco Conte – ha applicato le disposizioni contenute in una delibera del 2021 dell’Arera, sicuramente più favorevole alle giuste e legittime istanze dei consumatori rispetto al passato quando lo sgravio non superava il 46% del consumo fatturato. Acqualatina ha preso atto che a causa di una sua mancanza gestionale le conseguenze economiche non possono essere imputabili agli ignari consumatori”.

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