SERMONETA – L’inchiesta sulla tragica esplosione nello stabilimento Recoma di Sermoneta si concentra sulla verifica delle condizioni di sicurezza del sito produttivo e sulla determinazione della causa dell’incidente, che ha causato la morte di due operai, Daniel Martini e Vadym Kachuryn, rispettivamente di 34 e 35 anni, e il ferimento di un loro collega. i carabinieri indagano su quattro persone, tra cui l’amministratore delegato dell’azienda, il direttore di produzioni e dipendenti che hanno ruoli di coordinamento, per omicidio colposo.
Dopo lo stato dei luoghi rilevato venerdì, ieri mattina si è tenuto un primo incontro tra investigatori e inquirenti, in una giornata in cui la Procura ha ricevuto i primi riscontri tecnici, tra cui l’esame medico legale sulle salme. La famiglia di Daniel Martini è assistita dagli avvocati Dino ed Ezio Lucchetti, mentre l’azienda è rappresentata dall’avvocato Luca Giudetti. Sarà necessario l’utilizzo di consulenti tecnici per ricostruire le fasi dell’incidente e determinare ciò che è successo prima della drammatica esplosione. Per ricostruire le fasi dell’incidente, sarà necessario l’impiego di consulenti tecnici e l’area interessata è stata posta sotto sequestro.
In questa fase iniziale dell’inchiesta, le ipotesi al vaglio riguardano la possibilità di un errore umano o un guasto improvviso della bombola. Tuttavia, i vertici aziendali e i diretti superiori dei lavoratori sono anche sotto la lente d’ingrandimento per verificare il rispetto delle norme sulla sicurezza sul lavoro. L’autopsia ha confermato che le vittime sono state dilaniate dall’onda d’urto dell’esplosione.