FORMIA – Il rischio è fondato: potrebbe essere annullata, forse per la prima volta negli ultimi 200 anni, la processione con cui il prossimo 18 giugno sarà trasferita la statua di San Michele Arcangelo dalla Chiesa dell’Annunziata di Maranola allo storico Eremo che, realizzato in una cavità naturale di Monte Redentore, a 1272 metri sul livello del mare, dovrebbe costituire un valido strumento per la promozione di un segmento del turismo religioso e del versante formiano del Parco regionale e della XVII Comunità Montana dei Monti Aurunci. E invece continua ad essere preoccupato il parroco di Maranola, il gaetano don Gennaro Petruccelli. Le sue perplessità sulla fattibilità della riproposizione di questo storico e partecipato pellegrinaggio – il secondo per tradizione si svolge ogni anno l’ultima domenica di settembre quando la statua di San Michele viene riportata nel borgo di Maranola – le ha esternate pubblicamente in occasione delle omelie delle messe di sabato e domenica scorsi.
La polemica

Il tenore della sua fatwa contro il Comune di Formia è stato il seguente: “Dove sono quei politici che per accaparrare qualche voto hanno consumato i vicoli di Maranola?” Ma perché questo ostracismo del sacerdote della frazione più importante di Formia contro l’amministrazione comunale? Semplicemente la processione del 18 giugno, tradizionalmente molto sentita e partecipata dall’intera comunità di Maranola (e non solo), concluderà un fitto e ricco programma di iniziative inserite in un anno giubilare dal titolo “Le ali di San Michele 1823-1923-2023”. Alcuni degli eventi si sono già tenuti – il via c’è stato il 29 settembre in occasione della festa liturgica di San Michele – e hanno registrato la partecipazione dell’Arcivescovo di Gaeta e molti altri sacerdoti diocesani. Altri sono in programma nelle prossime settimane e mesi (come la presentazione della Via Crucis dell’Eremo a cura dell’artista Raffaelle Fusciello e l’imposizione delle ali d’argento alla statua di San Michele da parte dell’Arcivescovo emerito ed ex Abate di Montecassino, Monsignor Fabio Bernardo D’Onorio) ma in un luogo in cui ufficialmente non è possibile andare: l’Eremo di San Michele.
L’ordinanza di chiusura del sentiero e la messa in sicurezza
Da qui il disappunto del parroco di Maranola contro il palazzo. E’ ancora in vigore l’ordinanza numero 43 del 3 ottobre scorso il sindaco Gianluca Taddeo ordinava la chiusura del sentiero storico-religioso di San Michele dal rifugio in località Pornito sino alla cima di Monte Redentore per permettere gli “interventi di messa in sicurezza a seguito degli eventi calamitosi di giovedì 29 settembre che hanno interessato il territorio comunale di Formia”. La XVII Comunità Montana dei Monti Aurunci aveva segnalato la presenza di un evento franoso di massi di medie dimensioni lungo una porzione del sentiero montano Pornito-Redentore e di successivo accumulo di detrito da frana, che ne ha comportato l’ostruzione. L’ente montano ha sistemato, grazie ad un finanziamento regionale, il sentiero sostituendo la staccionata in legno di protezione divorata da un incendio estivo ma il problema esiste ed è più serio: si è verificata un’altra e più gravosa frana “di massi di medie dimensioni lungo la porzione del sentiero montano” che non garantisce “più i requisiti minimi di sicurezza”.
La rabbia dei maranolesi
La rabbia del parroco di Maranola è sintetizzabile tutta qui: sono trascorsi cinque mesi ed il sentiero storico-religioso di San Michele, parte integrante dell’evento giubilare 1813-2023, non è fruibile. In sintesi è come vietare la visita alla tomba di San Pietro in Vaticano in occasione del prossimo Giubileo. Che anno santo sarebbe? La comunità di Maranola è incredula di quanto sta avvenendo e farsene portavoce è il consigliere comunale di opposizione della Lega Nicola Riccardelli: “Don Petruccelli è molto preoccupato di questo lassismo e paralisi amministrativa sull’inutilizzabilità del sentiero storico-religioso di San Michele. Ad parlarmene per la prima volta è stato lo scorso ottobre in occasione della festa patronale di San Luca. Poi non è successo più nulla, nonostante l’invito a fare qualcosa rivolto al sindaco Taddeo. Non si riunisce una commissione Lavori Pubblici da mesi, non è stato mai insediato un tavolo tecnico e poi millantiamo – rincara la dose il consigliere Riccardelli – propositi e obiettivi di rilanciare il turismo religioso. Il silenzio a volte sarebbe la migliore difesa…”
E se la processione, tanto cara ai maranolesi, cambiasse itinerario utilizzando il percorso più lungo che si snoderebbe dall’incrocio ai piedi della fontana di “Canale” nel territorio di Spigno Saturnia? Anche questa ipotesi non starebbe in piedi perché anche su questo versante, dopo le abbondanti nevicate di qualche settimana, si è registrata una frana che non consentirebbe lo svolgimento di una processione con migliaia di fedeli e turisti. Si è attivato anche l’ente Parco regionale dei Monti Aurunci. Il direttore Giorgio De Marchis ha confermato l’arrivo di una relazione geologica dell’Università “Federico II” di Napoli che sollecita la messa in sicurezza di questo tratto del versante formiano del Redentore. “Noi lo studio l’abbiamo commissionato – ha precisato De Marchis – ma ai lavori deve pensarci il Comune di Formia”.
I retroscena politici
San Michele a parte, perché è terminato questo idillio tra il sacerdote di Gaeta e l’amministrazione formiana? I maligni consigliano di visionare il report delle ultime elezioni regionali del 12 e 13 febbraio. L’ex sindaco di Gaeta Cosimino Mitrano, poi diventato deputato regionale per Forza Italia, ha espugnato letteralmente le tre sezioni di Maranola distanziando (e di tanto) la candidata formiana sostenuta dal sindaco Taddeo, l’attuale assessora ai Lavori Pubblici Eleonora Zangrillo. Che c’entra don Petruccelli con quest’ultimo appuntamento elettorale? Il fratello del parroco di Gaeta, Simone, di professione finanziere, è assessore ai Lavori Pubblici nella Giunta di Cristian Leccese. E chi è stato il suo principale sponsor politico? Cosimino Mitrano. Elementare Watson…
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A cura di Giovanni De Meo