CASTELFORTE – A due settimane dall’omicidio di Giovanni Fidaleo nella giornata di martedì il Tribunale del Riesame di Napoli sarà chiamato a pronunciarsi sulla richiesta della difesa di Giuseppe Molinaro di beneficiare degli arresti domiliciari con l’aggiunta del braccialetto elettronico. L’omicida reo-confesso del delitto del direttore dell’albergo Nuova Suio di Castelforte, attraverso i suoi legali, gli avvocati Giampiero Guarriello e Paolo Maria Di Napoli, ha chiesto la modifica dell’ordinanza di custodia cautelare emessa dal Gip del Tribunale di Santa Maria Capua Vetere Maria Pasqualina Guadiano finalizzata all’attenuazione della misura cautelare in carcere in considerazione del non ottimale quadro clinico e psicologico dell’indagato, ma anche per la collaborazione resa subito dopo l’assunzione delle proprie responsabilità per quanto avvenuto nell’albergo della famiglia Ciorra.
Entro giovedì prossimo si svolgerà invece un nuovo, il secondo, interrogatorio di garanzia per il militare originario di Teano dopo che gli atti dell’inchiesta sono stati trasmessi per competenza territoriale a Cassino. Il Gip del Tribunale di piazza Labriola Alessandra Casinelli ha emesso un secondo provvedimento cautelare in carcere per Molinaro su richiesta del sostituto procuratore Chiara D’Orefice. I reati ipotizzati sono l’omicidio di Fidaleo ed il tentato omicidio di Miriam Mignano che, interrogata venerdì dai Carabinieri della Compagnia di Formia, si trova ricoverata sempre presso il Policlinico Gemelli con un quadro clinico decisamente migliorato. L’ordinanza del Gip Casinelli ha ricalcato quella emessa della collega di Santa Maria escludendo di nuovo le aggravanti della premeditazione e dei futili motivi. Non si esclude che la nuova ordinanza di custodia cautelare emessa nei confronti dell’appuntato di Teano possa scaturire dal contenuto delle risposte fornite la scorsa settimana dalla Mignano agli investigatori del Maggiore Michele Pascale.
Il racconto della 30enne di Castelforte era stato secretato su ordine della Procura ma l’interrogatorio comunque aveva avuto un carattere definito “collaborativo” ricostruendo in ogni dettaglio quanto sarebbe avvenuto all’ingresso dell’hotel di via delle Terme. Miriam Mignano avrebbe confermato, per esempio, ai Carabinieri del Maggiore Michele Pascale la stessa versione sui fatti resa ai militari da Molinaro subito dopo la confessione dell’omicidio del direttore Giovanni Fidaleo. E, cioè, che l’appuntato sarebbe andato nell’albergo insieme alla donna per ottenere un chiarimento con quella che sarebbe diventata la sua vittima.
Top secret invece su quanto è avvenuto nella hall dell’albergo, sulle possibili cause che avrebbero trasformato quell’incontro in una sparatoria nel corso della quale sono stati esplosi sette colpi di pistola, quattro all’indirizzo di Fidaleo e tre nei confronti della Mignano. Naturalmente le dichiarazioni della donna di Castelforte in questi giorni sono verificate sulla scorta delle perizie balistiche dei Ris, dell’autopsia disposta dalla Procura e delle indagini in corso dei Carabinieri su una spranga di alluminio trovata nella scena del delitto e sui telefonini sequestrati a Molinaro, Fidaleo e alla stessa 30enne di Castelforte.