Omicidio Suio Terme, il Riesame di Napoli si dichiara “incompetente”: Molinaro resta in carcere

CASTELFORTE – Il Tribunale del Riesame di Napoli si è dichiarato incompetente territorialmente a decidere sulla richiesta di beneficiare dei “domiciliari” con il braccialetto elettronico avanzata da Giuseppe Molinaro, il carabiniere di Teano, di 56 anni, che dunque resta recluso nel carcere militare di Santa Maria Capua Vetere con l’accusa di aver ucciso lo scorso 7 marzo il direttore dell’Hotel Nuova Suio Giovanni Fidaleo, di 58 anni e ferito la sua ex Miriam Mignano, di 31 anni. Nell’udienza di questa mattina, i giudici napoletani del Tribunale della Libertà si sono dichiarati incompetenti a decidere se revocare o modificare l’ordinanza emessa dal Gip del Tribunale di Santa Maria Capua Vetere semplicemente perché il provvedimento cautelare è stato superato da quello emesso sabato scorso dal Gip del Tribunale di Cassino Alessandra Casinelli su richiesta del sostituto procuratore Chiara D’Orefice.

Contro questa nuova misura restrittiva i legali difensori del militare, gli avvocati Giampiero Guarriello e Paolo Maria Di Napoli, presenteranno un nuovo ricorso, questa volta al Tribunale del Riesame di Roma, rinnovando la richiesta di beneficiare della attenuazione della misura cautelare in considerazione del quadro clinico di Molinaro, non proprio ottimale, avendo il militare subito anche un intervento chirurgico pochi giorni fa, e soprattutto psicologico, essendo in cura da una terapeuta di fiducia da oltre tre anni. L’ordinanza del gip Casinelli ricalca quella emessa dalla collega di Santa Maria Capua Vetere lo scorso 10 marzo, esclude di nuovo le aggravanti della premeditazione e dei futili motivi.

Ora c’è da attendere il nuovo interrogatorio di garanzia per Molinaro, dal momento che gli atti dell’inchiesta sono stati trasmessi per competenza territoriale a Cassino, ma ad oggi ancora non è stato fissato. Nel frattempo, oltre alla famiglia di Giovanni Fidaleo, anche il titolare dell’Hotel Nuova Suio Mario Ciorra si costituirà parte civile, mentre Miriam Mignano, che venerdì scorso – dopo l’ok dato dai medici che hanno certificato il miglioramento delle sue condizioni cliniche – è stata interrogata dai carabinieri diretti dal Maggiore Michele Pascale confermando la versione resa da Molinaro e cioè che si sia trattato di un incontro chiarificatore purtroppo finito in tragedia.

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