Frosinone / Mancato benefit ambientale, il Comune di San Vittore presenta esposto alla Corte dei Conti

FROSINONE – Che ciascun territorio provinciale abbia bisogno urgentemente di una gestione autonoma del ciclo dei rifiuti per evitare una loro transumanza con gli innegabili alti costi economici di responsabilità la riprova, l’ennesima, scaturisce dall’ultima inchiesta per danno erariale promossa dalla Procura regionale della Corte dei Conti. A sollevarla era stato il sindaco di San Vittore del Lazio Nadia Bucci che, stanca di attendere, ha preso carta e penna e ha chiesto di aprire un’indagine per un presunto danno erariale subito dal suo comune. Questa istanza è stata accolta quando il giudice Pio Silvestri il 7 marzo ha indagato per danno erariale i vertici di alcune società che conferiscono i propri rifiuti presso il termovalorizzatore attivo dal 2002 in località “Valle Porchio” che, gestito da Acea Ambiente srl, trasforma in energia i rifiuti urbani.

Sindaco Nadia Bucci

Il sindaco avvocato Bucci ha lamentato una circostanza erariale che, se fosse acclarata in sede di giudizio, sarebbe molto grave: la Rida ambiente di Aprilia, la società ambiente Frosinone (la più nota Saf), la “E.Giovi slr” e l’Azienda Municipale Ambiente di Roma (la più nota Ama) dal 2013 in poi non avrebbe corrisposto al comune di San Vittore del Lazio (sede del termovalorizzatore) un benefit ambientale per un importo di 7 milioni e 519 mila euro. Naturalmente i massimi dirigenti delle quattro società coinvolte sono stati invitati a presentare le loro controdeduzioni, le loro memorie in ordine alle accuse ben dettagliate formulate dal sindaco Bucci che, se comprovate, provocherebbero un indiretto danno erariale anche nei confronti di quei diversi comuni della provincia di Latina legati da un normale rapporto contrattuale con la Rida di Aprilia. Ma qual è la violazione normativa ipotizzata? Riguarda il presunto mancato rispetto del Decreto numero 15 dell’11 marzo 2005 dell’allora commissario all’emergenza ambientale della regione Lazio che, recepito dalla Deliberazione della Giunta della Regione Lazio numero 516 del 18 agosto 2008, affermava praticamente questo: “Ai Comuni sede di discarica, di impianti di preselezione, di impianti di termovalorizzazione e di stazioni di trasferenza, spetta da parte dei comuni conferenti il riconoscimento di un benefit ambientale. Il benefit massimo complessivo viene stabilito pari al 15% della tariffa determinata dalla Regione Lazio. Dovrà essere corrisposto dai Comuni conferenti al gestore dell’impianto di preselezione che provvederà a restituirlo ai Comuni, con cadenza quadrimestrale”. In sintesi il 2% di questo benefit deve essere assegnato al comune in cui c’è la sede la stazione di trasferenza in base alle quantità effettivamente conferite, il 4% al Comune in cui c’è la sede del l’impianto di preselezione, il 5% al Comune che ospita la discarica ed il 4% al Comune in cui è attivo l’impianto di termovalorizzazione”.

In base ai calcoli effettuati dal sindaco di San Vittore con il super consulente Lorenzo Santovincenzo il suo comune avrebbe dovuto percepire la quota del 4% di questo benefit che ammonta, appunto, a 7.519.769,71 euro, calcolato sulla base delle quantità di CDR (Combustibile da Rifiuti, codice EER 191210) conferite all’installazione di Acea Ambiente srl dai gestori di impianti di preselezione di rifiuti e/o TMB (trattamento meccanico biologico). Riguardo le modalità di addebito e versamento del benefit ambientale agli Enti beneficiari, è il gestore dell’impianto Tmb o Tm che fattura ai Comuni utenti/conferitori l’importo del benefit ambientale quale onere accessorio alla tariffa di accesso al suo impianto, lo incassa e successivamente lo versa (restituisce) ai Comuni beneficiari aventi diritto. Naturalmente gli uffici del comune di San Vittore, su mandato della Giunta, hanno provato a chiedere la riscossione di questo tributo che spetta al comune del cassinate prima con lo strumento del decreto ingiuntivo – cui è seguita l’inevitabile opposizione – e poi, quando è stato possibile, con il pignoramento esecutivo. Quando queste iniziative non hanno sortito gli effetti sperati lo scorso 21 luglio il sindaco Bucci ha chiesto il coinvolgimento della Procura regionale della Corte dei Conti. Alla Rida di Aprilia, che provvede al trattamento e allo smaltimento dei rifiuti urbani indifferenziati (EER 200301) per conto di numerosi Comuni della Provincia di Roma e di Latina, nonché di Roma Capitale, il comune di San Vittore ha chiesto il versamento di 4.010.788,40 “per il periodo dal 2014 e fino all’attualità”. Nell’esposto alla Corte dei Conti il comune di San Vittore del Lazio aveva fatto rilevare come lo stesso comune di Aprilia, quale sede dell’impianto TMB di RIDA Ambiente srl, avesse più volte rappresentato, finanche nel giudizio avanti alla Corte Costituzionale, “di essere creditore nei confronti del gestore dell’installazione per il benefit ambientale da questo trattenuto, per l’importo di oltre 8 milioni di Euro.

Le altre rivendicazioni. La Saf, società interamente partecipata dai Comuni della Provincia di Frosinone, che provvede al trattamento e smaltimento dei rifiuti urbani (EER 200301) prodotti da tutti i Comuni della Provincia di Frosinone, nonché per conto di Roma Capitale, è stata citata in giudizio per il mancato riconoscimento del benefit ambientale, dal 1 gennaio 2019 e per i conguagli relativi agli anni 2015 e 2016, per un importo complessivo di 702 mila euro circa. Decisamente più alto il credito rivendicato nei confronti della “E.Giovi srl” , i cui due impianti di Tmb, appartenenti al Consorzio Laziale Rifiuti Colari, conferiscono Ccr al termovalorizzatore di San Vittore del Lazio per conto di Roma Capitale e dei Comuni di Ciampino e Fiumicino. L’importo del benefit dovuto dal 2017 in poi , è pari ad un milione e 686.273,61 euro.

Leggermente più basso – ma comunque alto – è il credito vantato dal comune di San Vittore nei confronti di Ama spa e del comune di Roma Capitale: un milione e 120.445,66 euro. Durissimo era stato il commento del sindaco Bucci nell’esposto inviato lo scorso luglio alla magistrale contabile: “Hanno proposto una serie di giudizi di opposizione defatigatori e strumentali, resi con l’evidente obiettivo di celare le violazioni della normativa regionale ed il danno erariale provocato non solo al Comune di San Vittore del Lazio ma alle casse della stessa Roma Capitale. La risposta era stata questa: il benefit è dovuto dal gestore dell’impianto di termovalorizzazione (Acea ambiente, di cui Roma Capitale possiede il 51% del capitale) e non da AMA spa né da Roma Capitale. Quest’ultima, opponendosi alle ingiunzioni di pagamento, era andato oltre “confondendo tra impianto di discarica e termovalorizzatore”: il benefit ambientale è dovuto da Ama spa e/o dal gestore dell’impianto di destinazione del rifiuto (ovvero Acea Ambiente srl). In più il Campidoglio ha precisato che “il corrispettivo pagato da Roma Capitale ad Ama per il servizio integrato di raccolta, trattamento e trasporto in discarica per ogni tonnellata di rifiuti raccolta, trasportata, conferita e trattata è omnicomprensivo e, pertanto, al suo interno, rientrerebbe altresì ogni eventuale ulteriore onere, anche quello afferente il cd. Benefit ambientale ove dovuto” .

L’apertura di questa inchiesta della Corte dei Conti potrebbe, se dovesse andare in porto, creare non pochi problemi finanziari agli enti locali citati in giudizio dall’amministrazione di San Vittore. Ecco l’elenco completo: Albano Laziale, Anzio, Ariccia, Artena, Bassiano, Bellegra, Bracciano, Campodimele, Capranica Prenestina, Carpineto Romano, Cave, Cerveteri, Cisterna di Latina, Civitavecchia, Colleferro, Colonna, Cori, Fonte Nuova, Gallicano nel Lazio, Gavignano, Genazzano, Genzano di Roma, Gorga, Itri, Labico, Ladispoli, Lanuvio, Lariano, Latina, Maenza, Marino, Monte San Biagio, Nemi, Nettuno, Norma, Olevano Romano, Pontinia, Priverno, Prossedi, Rocca Gorga, Rocca Massima, Rocca Priora, Roccasecca dei Volsci, Roma Capitale, Sabaudia, San Felice Circeo, San Polo dei Cavalieri, San Vito Romano, Segni, Sermoneta, Sezze, Sonnino, Sperlonga, Subiaco, Terracina, Tivoli, Unione Comuni Medaniene, Valmontone, Velletri e Zagarolo.

La conclusione del sindaco Bucci nell’esposto alla Corte dei Conti non è stato un inno all’ottimismo. A fronte dei crediti vantati la Rida ambiente “ha un capitale sociale di soli 10.200,00 Euro”, la Saf vanta “una perdita di bilancio di 651.246,00 euro”; la E. Giovi srl è “oggetto di sequestro giudiziario per le note e gravi irregolarità gestionali ed ambientali, l’Ama, oltre ad essere interamente di proprietà di Roma Capitale, “ha una precaria situazione finanziaria come emerge dal bilancio del 2020”.

A decidere o meno lo svolgimento del giudizio saranno ora i pm inquirenti ma l’apertura dell’inchiesta conferma sia indifferibile che ciascun territorio provinciale smaltisca autonomamente ed in trasparenza la “munnezza” che produce. O almeno.

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