TERRACINA – A.A.A. candidato sindaco cercasi. È il dilemma cui deve dare una risposta il centrodestra di Terracina nei prossimi giorni per la scelta del candidato alla carica di primo cittadino da presentare alle elezioni amministrative anticipate del 14 maggio prossimo. In base all’accordo raggiunto nel tavolo regionale ad esprimere il nome all’ombra di Monte Giove tocca alla Lega dopo che il problema, tra qualche assenza di troppo, è stato risolto a Latina con la candidatura dell’ex capogruppo di Fdi Matilde Celentano e ad Aprilia con la scelta operata dal coordinatore regionale di Forza Italia Claudio Fazzone sul nome di Lanfranco Principi. Nelle ultime ore a Terracina sono nettamente diminuite nel borsino della Lega le azioni degli ex consiglieri comunali Gianluca Corradini e Sara Norcia, il primo con lontani trascorsi in Forza Italia, la seconda consigliera provinciale sino allo scorso luglio (quando c’è stato lo scioglimento del consiglio comunale a causa della bufera derivante dall’inchiesta giudiziaria, fortemente ridimensionata, denominata “Free Beach”) ed in lizza il 12 e 13 febbraio per diventare consigliera regionale grazie al ticket elettorale con il riconfermato capogruppo Angelo Tripodi. I nomi avanzati dalla Lega di Corradini e della Norcia hanno convinto Fratelli d’Italia che li ha definiti “poco aggreganti”.
La classe dirigente della Lega a Terracina non offre molte soluzioni competitive e Fdi avrebbe suggerito l’alleato di “guardare” nella società civile. Fu lo stesso attuale deputato europeo di Fdi Nicola Procaccini nel 2013, dopo il varo della giunta tecnica, a chiamare Roberta Tintari, mai impegnata in alcun partito, a ricoprire il ruolo di assessore alle Politiche Sociali. Dopo le elezioni del 2016 la Tintari divenne la vice di Procaccini e nel 2020 fu scelta per la candidatura a sindaco risultando eletta dopo l’over time vinto ai danni del leghista Valentino Giuliani e succedendo, così, al neodeputato europeo. Purtroppo il carismatico dirigente regionale è scomparso prematuramente nei mesi scorsi e questo vuoto, umano ed politico, sta creando non pochi problemi alla Lega e a Fdi che sicuramente avrebbe avallato, “senza alcun tipo di problema” ha commentato il parlamentare europeo Procaccini , la ricandidatura di Valentino Giuliani. Non c’è tempo da perdere nonostante il consiglio comunale sia stato rimpiazzato dal commissario prefettizio dallo scorso luglio e la Lega avrebbe accettato di condividere il consiglio di Fdi.
Il “carroccio” aveva inizialmente optato per Paolo Capone ma il segretario nazionale dell’Ugl avrebbe declinato l’invito: “Ho il congresso il prossimo novembre e vorrei rivincerlo per rimanere alla guida del quarto sindacato italiano”. Nelle ultime ore è cresciuta la quotazione di un apprezzato avvocato terracinese: si tratta di Claudio De Felice che ha ottenuto il gradimento di Fratelli d’Italia nonostante nel suo passato politico ammininistativo ci stato l’incarico di vice sindaco quando il Comune di Terracina era guidato dall’ex deputato Pci-Pds Vincenzo Recchia. Fratelli d’Italia non considera questo un problema. Basta guardare l’entità delle liste alle amministrative del 2020 quando nella civica che sosteneva il futuro sindaco Tintari c’erano nomi di area progressista e, tra questi, dell’ex consigliere comunale del Pd Alessandro Di Tommaso.
Fratelli d’Italia a Terracina sta masticando amaro da tempo per diverse ragioni. Il doloroso scioglimento anticipato del consiglio comunale di Terracina lo scorso luglio è stato ulteriormente acuito dai decreti di archiviazione per le posizioni di alcuni indagati di Free beach (tra questi l’ex sindaco Procaccini e l’ex presidente del consiglio ed ex assessore al demanio Gianni Percoco) mentre a fare il resto era stato in precedenza il Tribunale del Riesame “mutilando” l’ordinanza di custodia cautelare ai domiciliari notificato al sindaco Tintari. Fratelli d’Italia a Terracina si trova nell’imbarazzante situazione di avere una classe dirigente ferma ai box in attesa dello svolgimento del processo di “Free Beach” o poco restia nonostante il suo indiscusso peso elettorale – l’ultimo motivo di insofferenza l’ha palesato l’ex capogruppo Vincenzo Di Girolamo che ha annunciato di non candidarsi alle prossime amministrative – a recitare un ruolo di comprimario rispetto all’alleato leghista che ha la possibilità di esprimere il candidato a sindaco ma un nome, “condivisibile”, non ce l’ha…
Fratelli d’Italia a Terracina mastica amaro per tre ragioni. Senza il decreto di archiviazione del Gip Castriota il deputato europeo Procaccini ha dovuto correttamente rinunciare all’incarico di sottosegretario e dunque a far parte del governo di Giorgia Meloni prima e di diventare (quasi sicuramente) il nuovo presidente della Regione Lazio. La terza beffa è arrivata il 12 e 13 febbraio quando la città e Nicola Procaccini non hanno mandato alcun loro rappresentante nel nuovo consiglio regionale. Questo legittimo senso (calcistico e sportivo) di frustrazione viene espresso da una dirigente Fdi Procacciniana di primissimo livello l’ex assessore all’ambiente Emanuela Zappone: “Lo sviluppo della vicenda giudiziaria che ha interessato la città di Terracina, lascia una immensa amarezza per le profonde ferite che essa sta provocando alla città stessa. Insieme al sollievo per la definitiva archiviazione del procedimento nei confronti dell’Onorevole Nicola Procaccini, vi è un altro dato di fatto sancito dal Riesame: non vi erano ragioni per applicare le misure cautelari nei confronti degli amministratori comunali coinvolti e quindi la stessa amministrazione non doveva essere commissariata”.
“C’è chi in questi mesi – continua Emanuela Zappone – di fronte a una vicenda giudiziaria che coinvolge persone, con cui da tempo condivido percorsi politici ed umani e che spero possano anche loro definitivamente chiarire le rispettive posizioni, non ha esitato a mettere in atto uno sciacallaggio politico, speculando sulla situazione per cercare di trarre vantaggio politico. Senza tenere in alcun conto, invece, che questi fatti hanno provocato conseguenze negative a un’intera città, costretta a fermare un percorso di crescita e di virtuoso cambiamento che negli ultimi anni era stato faticosamente e proficuamente avviato. La fase di gestione commissariale, infatti, per sua stessa natura, rappresenta un momento di passaggio e di blocco della programmazione della vita cittadina, pur nel lodevole lavoro svolto a Terracina dallo stesso commissario prefettizio. E’ una intera città, quindi, che sta pagando tante sofferenze e disagi, che si aggiungono alle personali sofferenze di intere famiglie ingiustamente e profondamente colpite dai riflessi della vicenda giudiziaria. Serve allora un riscatto, che deve certamente passare da un ulteriore impegno da parte di tutti coloro che hanno a cuore il futuro e il bene di Terracina.
Ecco perché bisogna guardare con serenità e spirito costruttivo all’immediato futuro – ha precisato la Zappone – per riprendere e rafforzare un cammino politico e amministrativo comunque mai interrotto. In tal senso, sono convinta che il centrodestra saprà esprimere a Terracina un candidato sindaco all’altezza delle sfide che ci attendono e che Fratelli d’Italia apporterà il proprio decisivo contributo di impegno e qualità delle proposte, come abbiamo saputo esprimere nel corso degli ultimi dieci anni. Tutto questo nel quadro di una campagna elettorale che deve avvenire in un clima sereno e costruttivo e non di odio politico o reciproco scambio di accuse, senza scadere in ulteriori speculazioni per denigrare gli avversari politici. E basata, invece, su programmi e proposte concrete in cui le forze politiche abbiano come guida il bene della città”, ha concluso Emanuela Zappone. Il Conte Pierre De Coubertin avrebbe approvato…