Minturno / Delitto Campanale, Eduardo Di Caprio lascia il carcere dopo il processo d’Appello

MINTURNO – Ha già lasciato il carcere di Verona – dove era stato associato da mesi – e si è trasformato ai domiciliari presso un’abitazione di un parente residente nella zona. E’ terminato, dopo oltre quattro anni, la controversia processuale di Eduardo Di Caprio, il commerciante di 39 anni di Scauri che la sera del 29 gennaio 2019 uccise Cristiano Campanale e ridusse in fin di vita il fratello Andrea. I giudici della prima sezione penale della Corte d’Assise d’appello di Roma – gli stessi che l’altra mattina hanno iniziato e rinviato al prossimo 27 aprile il processo di secondo per la morte di Willy Monteiro Duarte – hanno condannato Di Caprio a 12 anni di reclusione al termine di quello che è stato il processo d’appello bis dopo che la Corte di Cassazione aveva annullato la sentenza di condanna a 16 anni e 8 mesi di reclusione decretata prima dal Gup del Tribunale di Cassino Salvatore Scalera e poi confermata dalla stessa Corte d’Assise d’appello.

Avv. Paolo Barone
Avv. Paolo Barone

Perché questo forte sconto di pena relativo all’investimento mortale provocato da Di Caprio nei confronti di Campanale? La corte – presidente Vincenzo Capozza e giudice a latere Angela Tursi – ha accolto la parte del ricorso formalizzato dal nuovo legale dell’imputato, l’avvocato romano Paolo Barone, secondo il quale Di Caprio, escludendo l’aggravante di aver utilizzato quale mezzo insidioso un palo della segnaletica stradale contro il quale aveva impattato la sua in via Antonio Sebastiani a Scauri , avrebbe agito con un’attenuante: la provocazione. Lo proverebbero – e l’ha fatto evidenziare l’avvocato Barone – alcuni messaggi dal carattere minatorio che si sarebbe scambiato alcune ore prima di quell’investimento provocato di fatto dalla caduta di quel palo che, dopo l’urto dell’utilitaria, colpì mortalmente la vittima e ferì gravemente Cristiano.

Eduardo Di Caprio nel secondo processo ha beneficiato dunque di uno sconto quattro e mezzo di reclusione e, tenuto conto che quattro anni li ha già trascorsi in carcere, dovrà affrontare un residuo pena di otto. Dove li sconterà e con quali modalità lo si saprà nei prossimi giorni. Nel nuovo processo di secondo grado la famiglia Campanale, attraverso l’avvocato Luca Cupolino, non ha potuto partecipare dopo l’esito positivo di una transazione risarcitoria avviata in concomitanza del pronunciamento della Corte di Cassazione.

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