Sud Pontino / Giudice di Pace: Gaeta cita Itri per le spese, nessuna responsabilità per gli ex-sindaci De Santis e Fargiorgio

ITRI – L’attuale Giunta Municipale di Itri non poteva chiamare in causa il penultimo ed il terz’ultimo sindaco, l’avvocato Antonio Fargiorgio e Giuseppe De Santis, per far fronte alla citazione in giudizio promossa dal Comune di Gaeta che ha chiesto il riconoscimento di 406mila euro per le spese affrontare dal 2014 in poi per la gestione dell’ufficio del giudice di pace “riaperto” presso l’ex sede della sezione del Golfo del Tribunale di Latina in località Calegna. A dirlo non è una forza politica ma niente meno che un magistrato autorevole, uno dei giudici di punta della sezione civile del Tribunale di Cassino. Il dottor Federico Eramo si è espresso con un’ordinanza nell’ambito di un’opposizione promossa dalla Giunta Agresti contro l’atto di citazione promosso dall’avvocatura del comune di Gaeta che ha chiesto il recupero di oltre 400mila euro che ha dovuto far fronte, anche a nome del comune di Itri, per il mantenimento di quello che è considerato l’ultimo presidio di legalità del sud pontino.

Il sindaco Agresti ha chiesto all’avvocato Sandro Salera di Cassino di patrocinare questa iniziativa legale che ha una duplice valenza: erariale e finanziaria da una parte ma anche politica dall’altra. Il Tribunale civile di Cassino è arrivato ad un prima conclusione: non è stato legittimo chiamare in causa gli ex sindaci De Santis e Fargiorgio semplicemente perché, soprattutto da parte del primo, la sua firma sulla convenzione per dar vita ad un consorzio pubblico con alcuni comuni del Golfo – soprattutto quelli di Gaeta e Formia – era praticamente nulla perché non sostenuta, avallata dalla Giunta o tantomeno del consiglio comunale di Itri. La stessa amministrazione guidata dall’ex sindaco Fargiorgio non ha mai voluto sostenere alcun impegno finanziario sollecitato dal comune di Gaeta perché in precedenza – come detto – la firma del suo predecessore sulla convenzione con i comuni di Gaeta e Formia non era stata preceduta da una delibera di Giunta o dello stesso consiglio comunale.

Insomma quella convenzione, almeno da parte itrana, era nulla e pertanto ora il comune di Itri deve decidere come far fronte alle esigenze creditizie del comune di Gaeta. L’avvocato Salera ha annunciato un incontro dopo la pausa pasquale con il sindaco Giovanni Agresti perché sul tappeto, dopo il frettoloso coinvolgimento degli ex sindaci De Santis e Fargiorgio , ci sono due soluzioni: proseguire autonomamente nel giudizio in opposizione alla citazione del comune di Gaeta – spetterà al Tribunale di Cassino definire la pretesa del credito – oppure avviare una transazione con la Giunta di Cristian Leccese che quel danaro lo pretende per non incorrere in eventuali problemi di natura erariale.

Il comune di Itri non ha in bilancio quanto chiede l’amministrazione gaetana che, all’indomani della gravissima e frettolosa soppressione 9 anni fa del Tribunale in località Calegna nell’ambito del processo di revisione delle sedi giudiziarie italiane, decise di presiedere una sorta di consorzio pubblico per garantire la sopravvivenza dell’ufficio del giudice di pace. Molti comuni contribuirono, seppur tardivamente, al funzionamento di questo servizio ma non tutti. Quelli di Minturno, Castelforte e San Cosma e Damiano decisero di utilizzare l’ufficio del giudice di pace direttamente presso il Tribunale di Cassino. Per l’allora Giunta De Santis e per l’attuale maggioranza consiliare quell’onere economico sarebbero dovuto essere affrontato dal Ministero di Giustizia che invece ha offerto, a più riprese, una serie di prescrizioni normative che non sono mai state rispettate per il funzionamento di un servizio nei confronti del quale è da anni latente il disimpegno economico da parte dell’amministrazione comunale più importante a questo consorzio, quella di Formia.

La mancata autorizzazione del Tribunale di Cassino in giudizio nei confronti degli ex sindaci di Itri – De Santis e Fargiorgio – pone non pochi problemi all’attuale Giunta Agresti che avrà l’onere di dover fornire una risposta al comune di Gaeta. E dovrà farlo in occasione della redazione e dell’approvazione del prossimo bilancio di previsione 2023 e di quello pluriennale, un adempimento, gravoso, che arriva dopo il flop della trattativa debolissima avviata dal sindaco Agresti per il recupero in maggioranza di Forza Italia nell’ambito della nomina del nuovo assessore di Fratelli d’Italia Alessia Mancini e del neo vice sindaco nella persona dell’attuale assessore ai Lavori Pubblici Giuseppe Cece.

La trattativa, fallita, con Forza Italia è stato il primo banco di prova per il sindaco Agresti dopo la fuoriuscita del dimissionario vice sindaco, il neo assessore e consigliere regionale di Fdi Elena Palazzo. Per la cronaca l’incontro tra la delegazione azzurra ed il sindaco di Itri Agresti sarebbe dovuto esserci venerdì pomeriggio ma Forza Italia ha deciso di non prendervi parte semplicemente perché, a fronte della richiesta di beneficiare di due assessorati con la delega a vice sindaco, 24 ore prima il sindaco Agresti aveva investito di quest’ultimo incarico il fedele assessore Cece. Forza Italia ha capito che non c’erano più i presupposti per trattare con la conseguente decisione di rimanere all’opposizione. Quando la fretta, anche in politica, fa partorire i gattini ciechi…

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