GAETA – Era il 23 novembre scorso quando un misterioso ritrovamento di ossa umane nel tratto iniziale della spiaggia di Sant’Agostino a Gaeta mobilitò gli agenti del locale commissariato. L’ intervento della Polizia Scientifica consenti di portare alla luce uno scheletro umano, quasi intero, completo di cranio. L’attività investigativa degli agenti del Vice questore Michele Pota, coordinati dalla Procura della Repubblica di Cassino, ha richiesto la necessità di una analisi antropologica e odontologica dello scheletro.
L’analisi isotopica del radiocarbonio ha certificato che i resti appartengono ad un contesto storico-archeologico piuttosto antico, anche se le condizioni di conservazione sono discrete, in particolare la datazione riconduce i resti umani al periodo compreso tra il 154 Avanti Cristo ed il 78 dopo Cristo. Il cranio si presentava integro, completo di mandibola e in ottimo stato conservativo, dalla valutazione anche del cinto pelvico, completo ma danneggiato, sono stati rilevati elementi morfologici con una lieve prevalenza maschili.
Tali dati sono stati confermati dall’approfondimento genetico: con una netta presenza del cromosoma Y. Si tratta con molta probabilità di un individuo di origine caucasoide, una antica classificazione dell’homo sapiens tipica del ‘900 ed oggi superata, adulto di circa 60 anni e di un’altezza compresa tra 168 e 191 centimetri.