FORMIA – La gestione del personale e di quello apicale al Comune di Formia comincia ad essere una competenza dell’esorcista. Soltanto il 4 aprile il sindaco Gianluca Taddeo aveva annunciato in una nota ufficiale – seguita alle nostre anticipazioni – che ad aggiudicarsi la selezione (indetta il 6 marzo) per la scelta del nuovo dirigente del settore Lavori Pubblici era stato l’architetto Giuseppe Viscogliosi, 58 anni lo scorso 18 marzo, e dal 1992 dipendente del comune di Arpino. A distanza di dieci giorni, nonostante il decreto di nomina numero 7 firmato il 31 marzo e pubblicato il 3 aprile, l’architetto Viscogliosi non ha firmato ancora il contratto di lavoro che dovrebbe legarlo al comune per un periodo minino di tre anni e prorogabile a cinque secondo quanto prevede l’articolo 110 del decreto legislativo 267/2000.
La ragione è la permanenza negli Stati Uniti del sindaco di Formia? Manco per dirlo. A sottoscrivere il contratto di lavoro del professionista ciociaro deve essere la dirigente del settore Personale del Comune di Formia (da un mese e mezzo ha l’interim dello stesso settore Lavori Pubblici dopo le dimissioni del precedente responsabile Giuseppe Caramanica) Tiziana Livornese che ha fatto sapere di non essere pronta a farlo. Semplicemente perché hanno avuto (sinora) un esito negativo le verifiche sui titoli di Viscogliosi che, requisiti dal bando pubblicato il 6 marzo, hanno convinto il sindaco Taddeo a sceglierlo per la guida della nevralgica e disorientata ripartizione Lavori Pubblici.
Viscogliosi, dopo il diploma di geometra presso l’istituto tecnico “Pier Luigi Nervi” di Sora, ha ottenuto la laurea triennale in scienze dell’architettura e dell’ingegneria – Gestione dei processi edilizi – Project management conseguita presso la facoltà di architettura dell’università “La Sapienza” di Roma per poi perfezionare il suo percorso accademico conseguendo la laurea magistrale presso il dipartimento di architettura presso l’Università Federico II” di Napoli. Quest’ultimo titolo conseguito dall’architetto di Arpino, che ha conseguito l’abilitazione professionale nel 2021, non figurerebbe tra i requisiti previsti dal bando pubblicato con la delibera di Giunta numero 42 del 3 marzo scorso.
Ad accertarlo per prima (ma lo sapeva anche il sindaco Taddeo ?) è stata la zelante responsabile dell’ufficio personale Livornese che ha chiesto al dottor Viscogliosi di regolarizzare la sua posizione prima di firmare l’atteso contratto di lavoro. La richiesta ha avuto anche un’altra finalità: verificare presso l’Università “Federico II” di Napoli se la laurea di architettura conseguita da Viscogliosi fosse equipollente ai titoli accademici richiesti dal Comune di Formia. Una risposta da parte dell’ateneo federiciano non è mai arrivata nonostante i solleciti avanzati dalla dottoressa Livornese. L’università di Napoli non ha voluto assumersi alcuna responsabilità? Non è un caso che ha chiesto al Comune di Formia di rapportarsi al Decreto ministeriale dell’ex Ministero dell’università che effettua un’equipollenza tra alcuni titoli accademici e le verifiche operate dall’ufficio personale del comune di Formia sono culminate in un’imbarazzante e desolante conclusione: il dottor Viscogliosi non quella laurea in architettura conseguita all’università di Napoli non potrebbe guidare, con la posizione dirigenziale “D”, il settore Lavori Pubblici del comune di Formia…
Se la dottoressa Livornese dovesse confermare le sue riserve sulla nomina di Viscogliosi (“aspettiamo che rientra lunedì il sindaco Taddeo e poi la decisione sarà politica e dunque dell’amministrazione comunale”), sarebbe la terza volta in meno di un anno e mezzo che la scelta fiduciaria dell’importante settore Lavori Pubblici possa trasformarsi in un altro goffo autogol gestionale.
Il vincitore della prima selezione indetta ai sensi dell’articolo 110 del decreto legislativo 267/2000 rinunciò a prendere servizio comunicando nel febbraio 2022 al sindaco Taddeo di dover far fronte a legittimi problemi familiari. La Giunta dovette fare necessità virtù e , dopo la pubblicazione del secondo bando, fu scelto il più organico (politicamente parlando) architetto Giuseppe Caramanica. Il professionista di Penitro è rimasto in sella meno di un anno perché agli inizi di febbraio 2023 annunciava che, grazie allo scivolamento della graduatoria di un concorso effettuato nel dicembre 2021, avrebbe preferito la ripartizione tecnica dell’Ater di Latina piuttosto che il più comodo settore Lavori Pubblici del Comune di Formia. E così e stato.
Dal 1 marzo Caramanica ha sottoscritto l’abbonamento con le ferrovie dello stato con destinazione Latina. Dal 1 aprile ha fatto altrettanto l’ex dirigente dell’avvocatura comunale Domenico Di Russo ma con arrivo finale la stazione di Napoli Centrale per arrivare a guidare l’avvocatura di palazzo San Giacomo e, dunque, del comune metropolitano di Napoli.
Ora si sta profilando un altro flop? Forse sì, forse no. Di certo la partecipazione di Viscogliosi alla selezione indetta agli inizi di marzo non è stata esente da riserve. La sua richiesta di partecipazione venne inizialmente esclusa, poi accolta “con riserva” tant’è che Viscogliosi fu l’ultimo degli 11 candidati lunedì 27 marzo a partecipare al colloquio di un quarto d’ora con il sindaco Taddeo. L’aveva inaugurato il candidato Roberto Giuseppe Capizzello cui erano seguiti i colloqui di Eleonora Daga, Pietro D’Orazio, Claudio Fiorillo, Dario Giovini, Annalisa Lala, Emanuele Masiello, Giuliano Morelli, Francesca Spera, Luigi Urbani e, per ultimo, il “ripescato” e neo dirigente Giuseppe Viscogliosi.
Del curriculum vitae dell’architetto Viscogliosi il sindaco Taddeo aveva apprezzato le “capacità di interpretare i processi tecnico-amministrativi sostenendo e definendo le strategie procedurali di gestione e di governo “e, in più, di vantare “capacità multidisciplinari specialistiche tipiche del project management riguardanti la gestione rigorosa di progetti complessi, attraverso la pianificazione ed il perseguimento di obiettivi specifici all’interno di un sistema di vincoli finanziari, normativi, gestionali delle risorse. Tali competenze son o state acquisite attraverso un lungo percorso formativo e nell’arco di un percorso lavorativo ultraventennale”. Il sindaco Taddeo del dirigente ciociaro ha valutato anche “la capacità e l’esperienza professionale maturata, le attitudini tecniche, la preparazione professionale e l’esperienza di servizio”, qualità che hanno permesso a Viscogliosi di diventare funzionario tecnico categoria D 4 e titolare di posizione organizzativa da oltre un ventennio, dal 2001 per la precisione.
E ora? Questa imbarazzante situazione sta creando problemi anche al sindaco (a fine del doppio mandato) di Arpino, l’ex giornalista sportivo e ora brillante avvocato Renato Rea. Nel paese che ha dato i natali a Marco Tullio Cicerone – e per questo motivo gemellato a Formia dove l’oratore e filosofo romano è morto nel 43 avanti Cristo – il 14 e 15 gennaio si svolgeranno le elezioni amministrative e la coalizione che ha sostenuto sinora l’avvocato Rea ha deciso di candidare a sindaco il critico d’arte e sottosegretario ai Beni culturali Vittorio Sgarbi. Ci sono le elezioni da fare (e da vincere) ed il primo cittadino Rea, ignorando inizialmente che il suo dirigente aveva partecipato alla selezione indetta dal collega di Formia, ha chiesto all’architetto Viscogliosi di non muoversi almeno sino alla fine di maggio. Semplicemente perché all’ufficio tecnico del comune di Arpino lavorano solo in due: il dirigente Viscogliosi ed una funzionaria categoria “C”.
Insomma se Viscogliosi andasse via ora, l’ufficio tecnico del comune arpinate dovrebbe chiudere i battenti nel “cuore” della campagna elettorale in corso. E’ un lusso che un’amministrazione in carica non può permettersi. Ma c’è di più. Il sindaco Rea per evitare il peggio avrebbe chiesto ed ottenuto dal dipartimento della Funzione Pubblica presso la presidenza del consiglio una deroga per l’assunzione di un dirigente “D” a tempo parziale ed un’altra funzionaria C full time. L’avviso non partirà subito ma soltanto la prossima settimana in maniera tale che, scaduti i trenta giorni, i decreti di nomina potrà firmarli il sindaco che vincerà le elezioni amministrative al comune di Arpino del 14 e 15 maggio.
Insomma la coperta, da qualsiasi parte la si giri, è corta. Il sindaco Rea si è limitato a commentare questa inverosimile situazione chiedendo all’ex collega cronista di scrivere questa battuta: “Succeda quel che succeda ma non voglio litigare con gli amici di Formia. E’ una città che adoro tanto”. Lo pensa così un certo Marco Tullio Cicerone?