FORMIA – La procedura è stata avviata e conclusa formalmente: i 29 dipendenti del pastificio Paone, se dovesse perdurare l’attuale situazione di blocco produttivo, beneficeranno della cassa integrazione straordinaria sino al 31 dicembre con effetto retroattivo dal 6 marzo scorso. E’ l’esito, significativo, di un tavolo tecnico che nella giornata di martedì si è svolto in video conferenza con la partecipazione del patron della “Domenico Paone Srl”, il manager italo argentino Aljeandro Octavio Quentin, dei delegati della Flai Cgil e della Uila Uil, delle rappresentanze sindacali interne e dell’Unindustria di Latina.
Hanno aderito alla richiesta del Ministero del Lavoro per definire una consultazione finalizzata al rilascio dell’ammortizzatore sociale resosi necessario per ovviare al blocco dell’attività industriale provocata inizialmente dal caro energia e dagli alti costi delle materie prime e poi dalla sentenza della settima sezione civile della Corte d’appello di Roma che l’11 gennaio scorso aveva confermato la decisione del Tribunale di Cassino per la cessata locazione, per la durata di due anni, sottoscritta nell’autunno 2019 della Corex spa a favore della “Domenico Paone srl”.
Il Ministero del Lavoro ha concesso il disco verde per la proroga di fatto della cassa integrazione a favore dell’attuale management a favore delle attuali maestranze del pastificio di Penitro e, in attesa di concederla sostanzialmente, ha chiesto alle parti di completare la ricca istruttoria documentale che confermi la situazione di difficoltà in cui si trova l’azienda alimentare formiana. Se i sindacati di categoria pensavano inizialmente di beneficiare della Cig di un periodo di sei mesi, il Ministero del lavoro è andato oltre decidendo di concedere questo ammortizzatore sociale sino alla fine dell’anno per concludere semmai la delicatissima trattativa per la vendita delle due linee di produzione, dei marchi e per il passaggio degli organici del pastificio alla Corex spa che dello stabilimento di Penitro è il proprietario.
Un fatto è certo: la concessione della cassa integrazione straordinaria è stata resa possibile grazie alla manifestazione di interesse avanzata dalla Corex per la futura gestione della produzione dell’azienda. Ma la società di Battipaglia ha fatto sapere di non essere stata invitata ad partecipare a questa “call” confermando quanto aveva scritto in una polemica lettera a tutte le parti in causa . E cioè che la sua manifestazione d’interesse – grazie alla quale è stato concesso il via libera per la proroga della cassa integrazione straordinaria – “non deve e non può essere interpretata come una proposta contrattuale, un contratto preliminare o un contratto di opzione e, di conseguenza, non determina il sorgere in capo alla scrivente di alcun obbligo in relazione all’acquisto dell’azienda ed al proseguimento nelle eventuali trattative”
La Corex, dopo essere stata interpellata dalla Camera di Commercio di Roma che sta svolgendo nell’ambito di questa composizione negoziata un ruolo di mediazione, ha fatto fatica a gestire la sua delusione in ordine dell’offerta economica prospettale dal dottor Quentin per la cessione del ramo d’azienda. La società salernitana conta di avviare una concertazione con le parti sociali, con i sindacati di categoria, ma attende in settimana il pronunciamento del Tribunale di Cassino che mercoledì scorso si è riservata la decisone se accogliere o meno lo sfratto notificato dalla Corex alla “Domenico Paone srl”.
I legali del dottor Quentin hanno impugnato in Cassazione la sentenza della Corte d’Appello che l’11 gennaio scorso – come detto – aveva confermato l’analogo provvedimento del Tribunale di Cassino per la cessata locazione, per la durata di due anni, sottoscritta nell’autunno 2019.