Latina / Arresto ex-Gip Castriota: rinviato il processo “Omnia2” sul giro di mazzette al cimitero di Sezze

LATINA – In attesa che i suoi legali difensori discutano davanti al Riesame il ricorso contro l’ordinanza di custodia cautelare notificatagli il 20 aprile con l’accusa di corruzione insieme ai suoi due consulenti di fiducia Silvano Ferraro e Stefania Vitta, il nome dell’ex Gip del Tribunale di Latina Giorgia Castriota continua ad echeggiare nell’ambito dell’attività giudiziaria in corso di svolgimento presso il palazzo di Giustizia di piazza Buozzi.

E’ il caso di quanto avvenuto martedì quando davanti all’ex Gip Castriota si sarebbe dovuto svolgere il rito abbreviato chiesto da alcuni degli indagati finiti nei guai nell’ambito dellinchiesta “Omnia 2” sul giro di mazzette e di favori legato alla gestione del cimitero di Sezze. Davanti al magistrato di Cosenza sarebbero dovute comparire le 29 persone indagate dalla Procura della Repubblica. Tre di loro – Fausto Perciballe, Andrea Redi e Alfredo De Angelis– avevano chiesto di essere processati con il rito abbreviato ma il processo è stato rinviato al 10 ottobre semplicemente perché, dopo l’arresto della dottoressa Castriota, dovrà essere scelto un nuove giudice.

Se nella precedente udienza il sostituto procuratore Valerio De Luca aveva chiesto una condanna a due anni e otto mesi per Perciballe, Redi e De Angelis, dovrà cambiare anche il nome del Gup chiamato ad accogliere le richieste di rinvio a giudizio formalizzata dalla stessa Procura con le accuse a vario per corruzione per atti contrari ai doveri d’ufficio, in concorso e continuato; induzione indebita a dare o promettere utilità; distruzione, soppressione o sottrazione di cadavere, in concorso e continuato; peculato continuato; concussione in concorso; tentativo di minaccia o violenza in concorso per costringere a commettere un reato; esecuzione di lavori in assenza del titolo abilitativo e in violazione del regolamento di polizia mortuaria.

E i nomi dei destinatari dell’istanza sono quelli più importanti scaturiti dall’inchiesta “Omnia 2” e, tra questi, ci sono quelli Fausto Castaldi, custode del cimitero di Sezze, il figlio Antonio; il dipendente comunale Maurizio Panfilio, l’ex comandante dei carabinieri di Sezze Mattia Benvenuto, i titolari di ditte funebri Gianni e Giusino Cerilli, Gianluca Ciarlo, Antonio e Francesco Fanella. Anche per loro l’udienza preliminare è stata rinviata al 10 ottobre quando il presidente del Tribunale di Latina individuerà un nuovo Gup.

Le accuse della Procura che dovrà vagliare sono altrettanto gravi: il versamento di somme di danaro richiesto dal custode del camposanto di Sezze che per assicurare una sepoltura ai defunti si sarebbe avvalso del contributo determinante di un funzionario del Comune che predisponeva la determina di assegnazione dei loculi o delle tombe, a sepoltura già realizzata. Secondo le risultanze investigative dei Carabinieri alcune agenzie funebri avrebbero versato somme di danaro per ottenere sempre dal custode del cimitero la realizzazione di lavori edilizi e di decorazione delle tombe, lavori che invece avrebbe dovuto eseguire una società partecipata dal Comune di Sezze.

Nella richiesta di rinvio a giudizio la Procura ha riscontrato un’altra illegittimità: le traslazioni delle salme che, mischiate ai resti di altre tombe, venivano disposte sempre dal custode per consentire la costruzione di nuove tombe da cedere ai cittadini di Sezze. E sempre con l’intento di beneficiare di somme di danaro e di regalie di altra natura.

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