FORMIA – Che tra i due non ci sia stato feeling e simpatia umana è un fatto risaputo ma quanto avvenuto, di grave, a metà del consiglio comunale a Formia ha superato sabato ad ora di pranzo le più ottimistiche previsioni. Solo il contatto fisico è mancato all’incredibile rissa verbale inscenata dal consigliere comunale di maggioranza Luigi Scarpellino e l’ex sindaco di Formia Paola Villa. Se lo screzio è rientrato a fatica nel giusto alveo il merito è stato del presidente del consiglio comunale Pasquale Cardillo Cupo che però ha dovuto sudare le proverbiali sette camice per far rientrare un affondo politico che si è trasformato presto in un “attacco personale”. E che attacco. Il consigliere Scarpellino aveva chiesto di intervenire nell’ambito della discussione sul bilancio di previsione 2023 stigmatizzando quello che ha definito il “fiato corto” delle minoranze che, divise, hanno diversità di vedute sulla città accontentandosi di avere installata una “panchina al cimitero”.
Questo prologo al color bianco del consigliere Scarpellino ha anticipato un affondo che ha fatto arretrare le lancette della storia politico-amministrativa di Formia a quel drammatico 28 dicembre 2020. Il mandato della maggioranza civica del sindaco Villa, dilaniata da divisioni interne , stava per conoscere il suo epilogo in occasione della (mancata) approvazione della salvaguardia degli equilibri di bilancio, l’atto che poi ha causato lo scioglimento anticipato del consiglio comunale e la nomina, seconda consecutiva, del commissario Prefettizio alla guida del comune. Tra la sorpresa dell’intero consiglio comunale con una maggioranza Taddeo che ha fatto fatica a circoscrivere il suo imbarazzo il consigliere Scarpellino per attaccare sul piano politico l’ex sindaco Villa in maniera inelegante ha chiamato in causa una persona che non c’è più, l’ex consigliere comunale Gerardo Forte.
Le affermazioni di Scarpellino – secondo quanto è trapelato – saranno monitorate da qualche studio legale ma, interpretandole, hanno accusato l’allora sindaco di Formia di estorsione… L’esponente di maggioranza, cadenzando le parole con qualche tremolio, non ha mai citato il nome del consigliere Villa ma, muovendo contro e con frenesia l’intera mano sinistra , è stato sin troppo chiaro: “Io dico a questa persona che ha parlato sempre e tanto di moralità che nella storia politica di questa città si è permesso di andare a prendere su un letto le dimissioni di un consigliere morente per…’appezzottare’ una maggioranza non esisteva più. Mai nessuno….mai nessuno…” “Consigliere Scarpellino…basta”.
A far terminare questo primo sconcertante round verbale è stato il presidente d’aula Cardillo Cupo che ha capito il terreno scivoloso che avrebbe potuto provocare la polemica. L’allora sindaco di Formia – secondo la ricostruzione di Scarpellino – avrebbe ritirato le dimissioni del consigliere Gerardo Forte, la cui surroga avrebbe permesso alla maggioranza consiliare di avere un consigliere comunale nella pienezza del suo ruolo (cosa poi avvenuta) e di votare a favore la salvaguardia degli equilibri. Non sono tardate ad arrivare le “indignate dichiarazioni” della consigliera Villa che ha accusato Scarpellino di gettare “soltanto fango sulla memoria di Gerardo Forte. Dovrebbero ritenersi indignati quei consiglieri (Marco Bianchini e Antonio Capraro) e assessori (Fabio Papa) che, ora fanno parte dell’amministrazione Taddeo, ma all’epoca erano rappresentanti della mia maggioranza. Il consigliere Scarpellino dovrebbe semplicemente vergognarsi perché i fatti si svolsero diversamente. Non devo chiederle, per la carità, alla moglie del povero Gerardo ma all’interno della sua stessa maggioranza”.
Secondo una ricostruzione avallata dalla vedova del consigliere Forte, Dilva Foddai, i fatti si svolsero in maniera diversa. Fu Forte su punto di morire a chiamare l’allora sindaco di Formia Villa a recarsi presso la sua abitazione in via Olivetani a ritirare le sue dimissioni perché ormai sapeva che la sua agonia sarebbe arrivata al termine. Che la situazione stesse degenerando l’ha capito lo stesso sindaco Gianluca Taddeo che improvvisamente ha lasciato il tavolo della Giunta per dirigersi nei banchi della maggioranza e sussurrare qualcosa nell’orecchio del consigliere Scarpellino. Ma la frittata era fatta. A biasimare il contenuto delle dichiarazioni dell’esponente di maggioranza sono stati Imma Arnona di Guardare Oltre da una parte e i consiglieri del Pd Luca Magliozzi e Alessandro Carta: “ Quella chiamata di Gerardo Forte all’allora sindaco Villa fu il suo ennesimo atto di grande generosità che inspiegabilmente qualcuno in maniera immotivata sta strumentalizzando e infangando”.
La professoressa Villa nella sua controreplica ha chiesto al consigliere Scarpellino le “pubbliche scuse per quanto di mostruoso ha detto. Tanto lo so, non arriveranno mai…”.
“Il Consiglio Comunale di Formia è composto da validi consiglieri, sia tra la maggioranza che tra le opposizioni. Il consigliere Scarpellino è un’ottima persona, un consigliere di cuore come pochi, animato dalle migliori intenzioni per la sua Città. Oggi c’è stato un confronto acceso, come spesso accade in politica, ma riascoltando il Consiglio non ci sono mai state parole offensive; probabilmente la sua passione è stata fraintesa come ha subito spiegato. Allo stesso tempo i consiglieri di opposizione hanno sempre il diritto di critica, sia in Consiglio che al di fuori di esso, che deve sempre essere rispettato e fungere anche da stimolo per la maggioranza. Del resto, in Democrazia, l’ultima parola sull’operato dei rappresentanti politici è sempre rimessa ai cittadini, capaci di valutare e decidere nel momento in cui si recano alle urne per il bene della collettività. Il confronto di oggi, infine, mi ha dato l’occasione per ricordare a nome dell’intero consiglio comunale il compianto consigliere Gerardo Forte, sempre con grande stima e affetto verso un uomo dedicatosi al servizio delle istituzioni con grande capacità e garbo” – ci ha tenuto, invece, a sottolineare il presidente del Consiglio comunale di Formia, Pasquale Cardillo Cupo.