GAETA – Si è arricchito martedì mattina di un nuovo imbarazzante capitolo la querelle relativa alla mancata concessione della gestione dello stabilimento balneare militare all’associazione che raggruppa molti dei dipendenti dell’ex stabilimento grafico militare, ora centro di Dematerializzazione e Conservazione Unico della Difesa, in località Monte Orlando a Gaeta. Il muro contro muro creato dall’Agenzia Industria Difesa ha provocato, ad un mese dall’inizio della stagione balneare, la mancata riapertura dello storico lido che da martedì è stato trasformato in un mini Fort Apache. Una ditta incaricata dall’Aid ha transennato il tratto di arenile in concessione con pali e rete in attesa che venga istituzionalizzato il servizio di salvamento in mare – l’incarico sarà affidato ad un gruppo di bagnini autorizzati e muniti delle dovute competenze – nonostante lo stabilimento militare sia….chiuso.
Lo sarà almeno per un mese e mezzo dopo la decisione dell’Agenzia Industria di annullare in autotutela il secondo bando che, finalizzato all’affidamento della gestione della struttura, era stato impugnato davanti il Tar, attraverso gli avvocati Alfredo Zaza D’Aulisio e Giovanni Maiello, dal presidente dell’associazione Ricreativa Dipendenti Difesa Claudio Musetti. Gli stessi vecchi gestori avevano dato vita ad un pacifico corteo di protesta che si era snodato dal circolo ricreativo di via Annunziata sino al lido di Serapo e, nonostante questa forma di resistenza, l’Aid aveva mostrato ulteriormente i muscoli: revocando il secondo bando di affidamento e preannunciando un …terzo che dovrà stare “aperto” dalla data di pubblicazione 20 giorni per consentire la partecipazione degli interessati.
Se nella più ottimistica previsione lo stabilimento aprirà battenti (affrontando non poche pastoie burocratiche e i tempi di installazione delle attrezzature balneari) non prima di un mese e mezzo, i vecchi gestori in questi giorni sono tornati alla carica per avere “in via diretta e per la sola corrente stagione balneare” lo stabilimento Balneare Militare di Serapo. A formalizzare questa richiesta erano stati gli avvocati Zaza D’Aulisio e Maiello con un mirato atto di significazione nonostante l’Agenzia industria difesa il 24 maggio avesse risposto “laconicamente di non poter procedere, per la corrente stagione balneare 2023, né ad una proroga tecnica, né ad un affidamento diretto”.
Per gli avvocati Zaza D’Aulisio e Maiello la proroga tecnica “è percorribile in virtù del principio di continuità dell’azione amministrativa (articolo 97 della Costituzione), nei casi in cui vi sia l’effettiva necessità di assicurare precariamente il servizio nelle more del reperimento di un nuovo contraente. E poi, salvo a negare l’evidenza, nella specie sussistono tutti i presupposti per concedere all’Associazione una proroga tecnica dal momento che la stagione balneare è iniziata e le attività di “protezione sociale” afferenti il Circolo Ricreativo Dipendenti Difesa e lo Stabilimento Balneare militare di Serapo, non sono ancora state affidate. Il mancato/omesso affidamento delle attività di “protezione sociale” afferenti il Circolo Ricreativo Dipendenti Difesa e soprattutto lo Stabilimento Balneare militare di Serapo per la stagione balneare 2023, comporta il venir meno ad una delle attività istituzionali cui è preposta questa agenzia ai sensi dell’articolo 464 del decreto legislativo 90/2010”.
I tempi, strettissimi, richiedono l’apertura del lido militare: “Un nuovo bando di gara, per quanto voglia essere tempestivamente promulgato, richiede tempi non compatibili per l’esercizio dell’attività nella corrente stagione balneare (si pensi a tempi di pubblicazione del bando; ai tempi per la valutazione delle offerte; e che chiunque risulterà aggiudicatario dovrà comunque montare le strutture) – hanno aggiunto nella lettera gli avvocati Zaza D’Aulisio e Maiello – Il mancato utilizzo del bene demaniale marittimo costituisce una delle possibili cause di decadenza dell’assegnazione e l’Amministrazione assegnataria è tenuta a garantire la sicurezza della balneazione, ed i servizi minimi essenziali per la stessa! L’affidamento diretto è lecito perché, diversamente da quanto erroneamente ritenuto dall’Aid, il principio di rotazione disciplinato dal decreto legislativo 50/2016, non trova applicazione al caso che occupa, non discorrendosi di un affidamento regolato dal Codice appalti. In ogni caso, ferma l’inapplicabilità del principio di rotazione, il principio è sempre derogabile dall’Amministrazione, quando l’operatore uscente ha fornito in precedenza un servizio di livello con soddisfazione dell’utenza, utilizzando personale qualificato e rispettando le prescrizioni impartite dall’Amministrazione concedente”.
L’ultima gestione ha dichiarato di avere, in ragione alla pluriennale esperienza maturata nella gestione dello Stabilimento Balneare di Serapo, “il know-out esperienziale per idoneamente gestire il servizio, ed allestire in tempi rapidi le strutture, nonostante la stagione balneare sia già iniziata. Invece l’attuale situazione – avevano concluso gli avvocati Zaza D’Aulisio e Maiello. sta generando dei rischi e pericoli per la sicurezza alla balneazione”. L’Aid ha tal riguardo martedì mattina ha provveduto a transennare l’area in concessione, pronta a investire per la sicurezza in mare (sfiorando anche l’ipotesi del danno erariale)….ma il lido – come detto- resta chiuso..