Latina / Corruzione in appalti pubblici da Formia a Prossedi: al via il processo per l’inchiesta “Tiberio 2”

LATINA – Un’organizzazione – secondo la Procura di Latina – specializzata nel gestire e pilotare l’esito di alcuni importanti appalti pubblici in diversi comuni della provincia pontina, a Sperlonga ma anche a Gaeta, Priverno e a Prossedi. Dopo alcuni tentativi andati a vuoto è ufficialmente iniziata davanti il Gup del Tribunale di Latina Giuseppe Molfese l’udienza preliminare nei confronti dei sedici indagati – tecnici e soprattutto imprenditori – coinvolti nella primavera 2018 nella delicata inchiesta “Tiberio 2”. Il magistrato titolare dell’inchiesta, il sostituto procuratore Valerio De Luca, ha chiesto il rinvio a giudizio degli indagati con diverse ipotesi accusatorie, tra cui la corruzione, la concussione, turbata libertà degli incanti e, nella migliore delle ipotesi, l’abuso d’ufficio in concorso.

L’inchiesta, svolta all’epoca dai Carabinieri, svelò una presunta commistione tra politica ed imprenditoria per l’attribuzione di alcune opere pubbliche. Tra queste ci fu la realizzazione, per un importo di 906mila euro, della scuola “Aspri” di Sperlonga. Si tratta di lavori che, eseguiti al netto del ribasso, sarebbero stati realizzati – secondo la Procura – in difformità rispetto al progetto approvato con una serie di gravi anomalie statiche e architettoniche, al punto che la Procura ipotizzò l’omessa realizzazione delle fondamenta. La prima udienza è stata caratterizzata dalla decisione del Gup di non ammettere la richiesta di parte civile avanzata dall’avvocato Giovanni Maria Giaquinto per conto del comune di Sperlonga definita “immotivata” poiché, dopo l’entrata in vigore della Riforma Cartabia, è necessario motivare la qualificazione del diritto a stare in giudizio contro ciascuno degli imputati e in questo caso mancava.

Lo stesso collegio difensivo aveva sollevato eccezioni sulla utilizzabilità delle intercettazioni che derivanti da un’altra inchiesta, quella di “Tiberio”. Queste riserve sono state respinte dal Gup Molfese che il 6 giugno – sciopero dei legali permettendo – deciderà se accogliere o meno con il rinvio a giudizio la richiesta del Pm De Luca. Secondo la ricostruzione della Procura alla testa dell’organizzazione ci sarebbe stato Isidoro Masi, uno degli più importanti imputati dell’operazione “Tiberio” che del gennaio 2017 portò al clamoroso arresto dell’allora e attuale sindaco di Sperlonga e del due volte presidente della Provincia di Latina Armando Cusani.

Dirigente della Provincia di Latina ma nominato da Cusani quale responsabile del settore urbanistica del suo comune, Masi, ora 62enne avrebbe accettato la promessa di ricevere una somma di danaro in contanti da parte degli imprenditori formiani Pietro e Francesco Ruggieri, 74 e 42 anni, rispettivamente amministratore, legale e di fatto, della società “Dr Costruzioni”, con la promessa di vincere con un significativo ribasso d’asta gli appalti per l’ampliamento, la messa a norma e l’adeguamento della scuola “Alfredo Aspri” di Sperlonga e per la costruzione di una tensostruttura in località Calegna a Gaeta. Secondo le risultanze investigative della Procura Masi avrebbe esercitato precise pressioni quale membro della commissione aggiudicatrice dell’appalto, influendo sul responsabile unico del procedimento e sui membri della stessa commissione e promettendo l’adozioni di varianti al progetto iniziali “utili a recuperare economicamente parte della percentuale di ribasso praticata in sede di offerta”.

La Procura è andata oltre: in occasione dell’adozione delle varianti al progetto iniziale “si sarebbe aumentato l’importo dei lavori commissionati, sia in sede di espletamento delle procedure di gare per agevolare un giudizio favorevole sulla Dr Costruzioni che nella valutazione dell’anomalia dell’offerta della seconda partecipante, la Cogea srl”. L’unico tra gli indagati che non è un imprenditore è Raffaele Conte, di 34 anni, terracinese ma residente a Sperlonga. In quest’inchiesta è finito per essere stato il direttore dei lavori della nuova scuola “Aspri”. Sarebbe stato “istigato” dai Ruggieri il 20 aprile 2017 a sospendere i lavori pur non essendoci buoni motivi di farlo. Perché lo fece? La “Dr Costruzioni” ottenne una sospensione del decorrere dei 270 giorni nei quali si era impegnata contrattualmente con il comune di Sperlonga a concludere l’opera, una sospensione – scrive il Pm De Luca – che permetteva alla ditta di attendere il consolidamento della gettata di calcestruzzo a completamento del solaio del piano terra “senza che la stessa influisse sul computo dei giorni necessari per la realizzazione dell’opera”.

I titolari della “Dr costruzioni” di Formia, avrebbero, poi, simulato – siamo nell’agosto 2014 – di partecipare ad altre due gare pubbliche quando l’esito era già deciso, quelle per i lavori di ampliamento e completamento della palestra del liceo scientifico “Fermi” in località Calegna a Gaeta per un importo di 292mila euro (vennero invitate altre due società “concordate” con i Ruggieri, l’Acos e l’A.D.C. 76 srl) ma anche di restauro e di valorizzazione del complesso “Villa Prato” a Sperlonga per un importo di 658mila euro. Anche qui il clichè – il 28 maggio 2016 – sarebbe stato lo stesso: in concorso con altri illustri imputati della prima inchiesta “Tiberio” – Armando Cusani, Isidoro Masi, Nicola Volpe e Mauro Ferrazzano – erano finiti nei guai Ferrazzano e Vole ( Edil Safer), Alessandra Bianchi (Bierre Costruzioni srl), Giancarlo Parente (G&M Lavori srl), Vincenzo Punzo (Erios srl), Mario Simoni (Simonedil srl), Gianni Papa( Cardi Costruzioni srl), Alessandro Trovarelli (Bpd Lavori), Massimiliano Petricella (Sisthema srl) e Americo Mattiozzi avrebbero presentato offerte superiori più gravose di quella della Edil Safer – l’hanno accertato i Carabinieri – non hanno presentato alcuna offerta benché fossero state regolarmente invitate a farlo da parte del comune di Sperlonga alla gara aggiudicata in piena campagna elettorale amministrativa.

Da qui la scelta della Procura di indagare una dozzina di imprenditori per turbativa d’asta, accusati di partecipare a gare ad evidenza pubblica quando il loro esito sarebbe stato – come detto – già deciso a tavolino secondo un sistema collaudato in precedenza. Come quelle per l’affidamento del servizio di spazzamento delle strade e piazze comunali a Priverno (l’importo fu di 170mila euro) per il quale sono indagati Roberto Marsella, Angelo Frasca, Domenico D’Achille, Nicola Volpe e Andrea Fabrizio), di realizzazione della sala polivalente della scuola “Don Andrea Santoro” nel centro lepino (indagati Pietro De Santis, Angelo Mingarelli, Rocco Marconi, Nicola Volpe, Mauro Ferrazzano, Antonio Avellino e ancora Domenico D’Achille) e, infine, per il completamento e ristrutturazione del palazzo municipale di Prossedi.

L’aggiudicazione dell’appalto avvenne il 20 febbraio 2016 e a formalizzarlo fu Gian Pietro De Biaggio, responsabile dell’ufficio tecnico del comune di Prossedi e responsabile unico del procedimento. La gara venne aggiudicata per un importo di 219 mila euro e ad imporsi fu la “Edil Safer srl” di Mauro Ferrazzano. Gli altri, se parteciparono, lo fecero solo per simulazione o sulla scorta di un’intesa già raggiunta.

A preannunciare battaglia nell’udienza del 6 giugno sarà il nutrito collegio difensivo dei sedici imputati: si tratta degli avvocati Francesca Roccati, Francesco Pisani, Vincenzo Macari, Massimo Signore, Maria Concetta Beli, Bruno Beneduce, Stefano Travaglia, Giancarlo Di Biase, Antonella Faieta, Maurice Massa, Umberto Macci, Giancarlo Conca, Giovanni Lauretti, Antonio e Giulia Cardinale e, infine, Domenico Bianchi.

Un fatto è certo:la Procura di Latina sarà sola nell’eventuale dibattimento per l’inquinamento dell’appalto, soprattutto nessun cittadino di Sperlonga avrà diritto al risarcimento in caso di eventuali condanne. Mancherà, di fatto, una rappresentanza della comunità locale…

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