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Ventotene / Decadenza consigliere Modesto Sportiello, nel collegio difensivo entra l’ex-PM antimafia Ingroia

Modesto Sportiello

VENTOTENE – “Operazione verità”. Si sta aprendo un nuovo ed importante capitolo nella intricata querelle giudiziaria per la quale sono indagati con le ipotesi di reato di falso in atto pubblico ed abuso d’ufficio, relativamente alla presunta decadenza dell’ex consigliere di maggioranza (era stato anche vice sindaco con delega al demanio) Modesto Sportiello, l’ex sindaco di Ventotene Gerardo Santomauro, i componenti della Giunta ed i consiglieri di maggioranza in carica sino al febbraio 2021 (Pasquale Bernardo, Aurelio Matrone, Ermanno Taliercio, Lucio Nicolella e Umberto Matrone) e i dirigenti e i funzionari del settore finanziario, lavori pubblici e urbanistica del comune isolano Valerio Carlin, Antonina Rodà e Francesco Romagnoli.

L’ex primo cittadino Santomauro ha chiesto ed ottenuto che il proprio collegio difensivo faccia parte l’avvocato Antonio Ingroia, uno dei magistrati italiani più autorevoli nella lotta alla mafia e protagonista delle indagini sulla presunta trattativa tra cosa nostra e lo Stato subito dopo le stragi del maggio e del luglio 1992 in cui persero la vita i giudici Giovanni Falcone e Paolo Borsellino e le rispettive scorte. La nomina dell’avvocato Ingroia è stata ufficializzata all’indomani del rinvio (per omessa notifica) – sollecitato dal legale della principale parte offesa – dell’udienza preliminare che, richiesta dal sostituto procuratore Marina Marra, si sarebbe dovuta tenere davanti il Gup del Tribunale di Cassino. Il processo è stato rinviato al prossimo 23 novembre ma nelle more l’avvocato Ingroia tornerà ad indossare, sotto una nuova veste, i panni dell’investigatore effettuando indagini difensive secondo quanto prevede il Codice di procedura penale.

Saranno sentite le attuali parti offese e finanche alcuni dipendenti del comune di Ventotene che – secondo la versione degli indagati – avrebbero costruito, facendo ricorso a …photoshop e ad una serie di artifici grafici – una serie di delicatissimi documenti amministrativi per compromettere la posizione dell’allora vice sindaco e consigliere comunale Modesto Sportiello. A suo dire alcuni componenti dell’amministrazione comunale isolana avrebbero falsificato alcuni documenti inerenti la sua posizione tributaria nei confronti del comune. Insomma Sportiello non avrebbero versato nel corso del tempo, dal 2012 al 2019 svariate decine di mila euro di tributi, 150mila euro tra Tares e Tari, provocando una situazione di incompatibilità rispetto al ruolo di consigliere comunale. Gli indagati sono accusati di aver revocato due concessioni demaniali intestate alla moglie (Antonella Langella) dell’ex vice sindaco per la gestione di numerosi pontili attestando la situazione di morosità dello stesso Sportiello della cui società è considerato un socio di fatto per aver gestito economicamente ed imprenditorialmente decine e decine di pontili nello specchio acqueo del porto borbonico di Ventotene.

Secondo l’allora amministrazione Santomauro il consigliere Sportiello avrebbe dovuto versare quei canoni spettanti all’”Marina di Ventotene” alla luce di alcuni accertamenti compiuti inizialmente dal comune di Ventotene e dalla società di riscossione (la Sogert) e poi di una chiara sentenza della commissione provinciale tributaria di Latina del 14 marzo 2022. Gli indagati si difendono – e in quest’ottica si svolgeranno le indagini dell’avvocato Igroia ora componente del collegio difensivo di cui facevano parte già gli avvocati Luigi Montanelli, Alessandro Longo, Gianrico Ranaldi, Massimo Spagnardi, Renato Archidiacono e Stefano Perotti– affermando come Sportiello e la sua famiglia non avrebbero rispettato la sentenza numero 04284 del 2013 del Consiglio Stato secondo la quale il concessionario non è estraneo ai rapporti tra l’amministrazione e la gestione della stessa concessione. E poi l’udienza preliminare sarà accompagnata da un’altra presunta violazione tributaria sulla quale intende esercitare un’”operazione verità” l’ex Pm antimafia Ingroia: la società “Marina di Ingroia” avrebbe omesso di accatastare i pontili in affidamento. Così facendo sfuggito alla tagliola dell’Imu che il comune concedente non ha mai incassato.

Il Pm Marra ha chiesto il processo con l’ipotesi del concorso in abuso d’ufficio per i nove indagati per aver provocato, dunque, al consigliere Sportiello un ingiusto e duplice danno consistente nelle revoca delle due concessioni demaniali e nella “declaratoria di incompatibilità e successiva decadenza dalla carica di consigliere comunale”. Davanti il Gup del Tribunale di Cassino ha annunciato bagarre l’agguerrito collegio difensivo per dimostrare le delibere consiliari oggetto di indagini della sezione navale della Guardia di Finanza di Gaeta non hanno rappresentato che l’inizio di un procedimento amministrativo che non si è mai concluso semplicemente sarebbe stato il consigliere Sportiello a dimettersi prima della conclusione dell’ter avviato.

Le indagini difensive dell’avvocato Ingroia – che intende interrogare lo stesso Modesto Sportiello – sono finalizzate a dimostrare, anche attraverso alcune perizie calligrafiche, che la gestione (l’affidamento a terzi senza il parere degli enti concedenti) delle concessioni demaniali 40/2005 e 2/2010 non sarebbe stata impeccabile e limpida con l’invio di pec relativamente a misteriosi subingressi nelle società concessionarie inviate alle ore 18 del 31 dicembre 2020 all’email certificata del Comune di Ventotene e a false autorizzazioni sindacali per la gestione di ulteriori posti barca. Il tutto con il presunto avallo di “pezzi” importanti dell’amministrazione comunale di Ventotene? Lo chiarirà, di supporto alla Procura di Cassino, l’avvocato Ingroia, un tempo procuratore antimafia a Palermo e dintorni…

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