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Latina / Processo “Farmaco viaggiante”: chieste 22 condanne per il traffico di medicinali tra Italia e Inghilterra

LATINA – Il processo relativo all’inchiesta denominata “Farmaco viaggiante”, che ha portato alla luce un traffico illecito di medicinali tra l’Italia e l’Inghilterra, è ora in pieno svolgimento sotto la guida del giudice Giuseppe Cario. Ieri, il pm Daria Monsurrò ha presentato le richieste di condanna per alcuni dei 22 imputati coinvolti nel caso. Quattro di loro hanno scelto di essere giudicati con il rito abbreviato, un procedimento previsto dal codice penale che prevede una riduzione della pena di un terzo. Le richieste del pubblico ministero, che ha ripercorso l’intera indagine in aula, variano da un anno e due mesi fino a un massimo di tre anni per uno dei presunti responsabili, Antimo Dellomo, originario della provincia di Napoli. Inoltre, otto imputati hanno presentato richiesta di patteggiamento.

L’indagine, condotta dai Carabinieri del Nas e coordinata dal Procuratore Aggiunto Carlo Lasperanza, è stata di vasta portata. Un totale di 177 capi d’imputazione è stato contestato alle persone coinvolte nel processo, tutte residenti in Campania. Tra i reati contestati ai presunti responsabili figurano non solo la ricettazione, ma anche il riciclaggio.

Secondo l’ipotesi formulata, l’associazione aveva accesso a ricette mediche false provenienti da furti in Toscana e le utilizzava per acquistare farmaci costosi. Gli effetti di questa attività illecita sul sistema sanitario nazionale erano molteplici. I Carabinieri del Nas sono riusciti a scoprire il sofisticato meccanismo monitorando oltre 10.000 ricette mediche.

L’organizzazione criminale era ben strutturata e poteva contare su un gruppo di individui specializzati nel furto di ricettari medici vuoti, sia negli studi privati che nelle sedi della Asl. Successivamente, venivano indicati dei beneficiari dei farmaci, che in realtà erano persone inesistenti. Dopo che la Procura aveva richiesto misure restrittive, il giudice per le indagini preliminari, Pierpaolo Bortone, aveva accolto le richieste degli inquirenti ed emesso le ordinanze di custodia cautelare. Durante gli interrogatori, gli indagati si erano scusati per le loro azioni e avevano sostenuto di aver perso il lavoro a causa della pandemia di Covid-19, affermando di non avere alternative. Complessivamente, 18 persone erano state sottoposte a provvedimenti restrittivi (cinque in carcere, cinque agli arresti domiciliari e gli altri soggetti a misure di polizia giudiziaria).

I Carabinieri avevano sequestrato 260 farmaci e 650 ricette rubate, con il 70% dei casi concentrato nel Lazio. In particolare, 118 ricette erano state rubate nella provincia di Latina e 49 nella provincia di Frosinone. La Regione Lazio e diverse aziende sanitarie della Toscana si sono costituite parti civili nel processo, per rappresentare gli interessi delle vittime e perseguire il risarcimento dei danni subiti.

È emerso che il traffico illecito di farmaci era gestito principalmente tra Napoli e il Regno Unito, ma i primi sospetti sono stati concentrati a Latina. Un dipendente di due farmacie si è trovato in possesso di due ricette identiche, compilate con gli stessi dati e utilizzate presso i due punti vendita diversi. A quel punto, il dipendente ha segnalato l’irregolarità alla Asl, che ha poi coinvolto i Carabinieri del Nas nelle indagini.

Tra i farmaci più ricercati nell’ambito di questa attività criminale figurano quelli utilizzati per il trattamento del Parkinson. L’indagine “Farmaco viaggiante” rappresenta un importante passo avanti nel contrasto al traffico illecito di medicinali, sottolineando l’impegno delle forze dell’ordine e del sistema giudiziario nel garantire la legalità nel settore sanitario.

Il processo prosegue con ulteriori udienze per esaminare le prove e ascoltare le testimonianze. Sarà compito del giudice Giuseppe Cario valutare attentamente le prove presentate dal pubblico ministero e dalle difese degli imputati per giungere a una sentenza equa e giusta. L’obiettivo finale è quello di assicurare che i responsabili vengano puniti in conformità con la legge e che venga ripristinata l’integrità del sistema sanitario.

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