Gaeta / Stabilimento balneare militare: ancora chiuso nonostante le promesse, insorgono i sindacati

GAETA – Dopo il clamoroso dietro front dell’agenzia Industria Difesa, che il 1 giugno aveva rinnovato l’affidamento anche per quanto riguarda l’estate 2023 all’associazione Ricreativa dei Dipendenti della Difesa, lo stabilimento balneare militare sul lungomare di Serapo continua ad essere, a differenza di altri lidi, desolatamente chiuso dopo due settimane.

Ad esternare le loro perplessità e rimostranze sono le organizzazioni sindacali dei riconfermato gestori che, dipendenti del Ministero della Difesa, prestano servizio presso il centro di dematerializzazione e conservazione unico della difesa, l’ex stabilimento grafico militare in località Monte Orlando a Gaeta. I sindacati fanno rilevare come il suo direttore, l’ingegner Francesco Grillo la scorsa settimana avesse annunciato un’imminente convocazione, subito dopo l’approvazione del regolamento, del legale rappresentante dell’associazione ricreativa dipendenti difesa per l’affidamento del servizio.

Questa convocazione ancora non c’è stata e i sindacati si definiscono preoccupati per questo ritardo che potrebbe pregiudicare lo svolgimento della stagione balneare e dunque il mancato raggiungimento degli obiettivi economici ed imprenditoriali a cui dovrebbe ambire l’agenzia Industrie Difesa. Le organizzazioni sindacali fanno rilevare come saranno necessari almeno venti giorni per la sistemazione delle attrezzature balneari sul tratto di spiaggia in concessione e per la stipula dei contratti con ulteriori addetti, tra bagnini ed altro personale.

Con questo timing, nonostante i capricci di Giove Pluvio, la stagione balneare sarà pressochè terminata. Prima del suo ripensamento la direzione generale dell’Aid aveva annunciato ben altro: l’avvio di un terzo bando per la gestione dello stabilimento militare di Serapo dopo la decisione della stessa agenzia di annullare in autotutela i precedenti due dopo essere stati impugnati davanti il Tar dalla vecchia gestione. L’Agenzia Industria Difesa aveva ammesso di non aver al meglio affrontato, sul piano interpretativo, l’intera normativa.

La stessa direzione generale ha dovuto ammetterlo in un comunicato stampa ufficiale: “Nelle more di questa decisione si è continuato ad approfondire in modo puntuale e scrupoloso la normativa di riferimento, prendendo in considerazione anche aspetti evidentemente trascurati”. La stessa Agenzia Industria Difesa aveva espresso rammarico per le incomprensioni che avevano determinato la tensione e si era augurata che l’intera situazione potesse considerarsi superata e venissero da subito poste in essere tutte le necessarie attività per l’apertura dello Stabilimento Balneare Militare”.

Promesse che, a metà giugno, non sono state ancora mantenute. Purtroppo.

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