Gaeta / Delimitazione del “Centro abitato S. Agostino”, chiesta la revoca della deliberazione di Giunta

La Giunta municipale, dopo un’inutile richiesta rimasta inevasa lo scorso 10 agosto, provveda a revocare la deliberazione numero 139 con cui il 12 luglio scorso l’esecutivo “maldestramente”, su proposta dell’assessore alla Polizia Municipale, l’avvocato Stefano Martone, approvava ai sensi nuovo Codice della Strada, la “delimitazione del centro abitato lungo la strada regionale 213 Flacca nel tratto ricompreso tra il confine con il comune di Itri e il promontorio dell’Ariana, con inizio dal chilometro 0+300 con termine a chilometro 26+850”.

La richiesta è stata formalizzata, alla vigilia di un’attesa seduta di consiglio comunale in programma giovedì mattina, dai consiglieri comunali di opposizione Emiliano Scinicariello, Silvio D’Amante e Sabina Mitrano. Censurano questa iniziativa dell’assessoe Mitrano dopo che a farlo, all’esterno del consiglio comunale, era stato il dirigente di Demos Franco De Angelis secondo il quale la delibera proposta dall’assessore-avvocato Martone non ha nulla a che a fare con il proposito di accendere nuovi autovelox lungo la Flacca (“e dunque fare cassa”) ma con la necessità di snellire e facilitare il rilascio di condoni edilizi non piu con l’etichetta dell’edilizia residenziale ma di quella proposta di natura ricettivo-alberghiera. Che questa riperimetrazione del centro urbano di Gaeta possa diventare una foglia di fico e un Cavallo di Troia per effettuare altri tipi di conquiste lo tengono a precisare le minoranze.

Secondo i consiglieri D’Amante, Scinicariello e Mitrano la Giunta “ha provato nuovamente ad estendere il centro abitato, ai fini del codice della strada, attualmente delimitato dal chilometro 26+850 al chilometro 32+110, portando in approvazione con la deliberazione numero 150 del 10 agosto 2023 la delimitazione del “Centro abitato S. Agostino” lungo la strada regionale 213 “Flacca” con inizio al chilometro 20+300 e termine al chilometro 22+400″.

“La prima osservazione che ci preme fare è, evidentemente, la forma utilizzata. Pur di non revocare, in autotutela, un atto chiaramente viziato in quanto illegittimo, si preferisce utilizzare una quantomeno fantasiosa forma amministrativa che ha dell’inverosimile: “di approvare…ad integrazione e sostituzione…”. Fantasiosa – tengono a sottolineare i tre esponenti dell’opposizione – perché questi due termini si escludono tra loro: l’integrazione mantiene in vita l’atto amministrativo, anzi lo completa, la sostituzione invece lo rimuove. La formula non ha, quindi, alcun significato amministrativo”.

Da qui la richiesta al Segretario Generale del comune di Gaeta, l’avvocato Patrizia Cinquanta, “che partecipa alle sessioni di Giunta con funzioni consultive”, di riesaminare la forma impropriamente utilizzata, provvedendo alla formale revoca della delibera di Giunta numero 139/2023, evitando inutili equivoci”. Alla stessa lata dirigente è stata chiesa la revoca immediata anche della deliberazione numero 150 del 10 agosto scorso per due ordini di motivazioni “che riteniamo – stavolta – sostanziali”.

La prima motivazione è che la planimetria, quale atto che riporta valutazioni di natura tecnica in relazione ai requisiti di validità richiesti dalla circolare del Ministero dei Lavori Pubblici 29 dicembre 1997 n.6709/97, richiamata nel provvedimento, “non è sottoscritta da un tecnico abilitato che ne attesti la caratteristica di ‘raggruppamento continuo’, secondo quanto indicato nella suddetta circolare. La seconda motivazione attiene alla circostanza che sulla deliberazione non risulta espresso il parere in ordine alla regolarità tecnica, ai sensi dell’articolo 49 del Tuel, in quanto dichiarato mero atto di indirizzo. Ma gli atti di indirizzo non hanno contenuti amministrativi direttamente eseguibili – osservano i consiglieri Scinicariello, D’Amante e Mitrano – mentre nel caso specifico con la delibera si approva la nuova delimitazione del centro abitato S. Agostino. Si tratta di un atto esecutivo concreto e non configurabile come atto di mero indirizzo!” .

La proposta di revoca della deliberazione di Giunta Comunale numero 150 del 10 agosto è stata accompagna da un ultimatum: se non dovesse arrivare alcuna risposta entro 10 giorni, “provvederemo ad inviare, senza alcun ulteriore sollecito, gli atti alla Regione Lazio, alla Provincia di Latina ed al Ministero delle Infrastrutture e dei Trasporti – hanno concluso i consiglieri Scinicariello, Mitrano e D’Amante.

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