Attenzione massime alle padelle antiaderenti che si utilizzano in cucina. Se le vedete in questo stato, non esitate a sostituirle immediatamente
Vi siete mai chiesti con quale materiale è realizzato il fondo delle padelle antiaderenti che si utilizzano per cucinare o friggere ? Si tratta del cosiddetto politetrafluoroetilene meglio conosciuto con i nomi commerciali di Teflon, Fluon e Inoflon.

Il Teflon è un polimero che fa parte dei famigerati PFAS, ovvero quelle sostanze plastiche che spiccano per le loro qualità idrorepellenti e oleorepellenti e l’elevata resistenza alla degradazione. Caratteristiche che ne favoriscono l’utilizzo, oltreché per pentole e padelle antiaderenti, anche per la realizzazione di indumenti, scarpe impermeabili, imballaggi, impianti e protesi mediche, cavi e cablaggi.
In particolare, il Teflon è il materiale privilegiato per il rivestimento del fondo delle padelle in quanto è liscio al tatto, resistente fino a temperature di 260 gradi e presenta un coefficiente di attrito molto basso. Tuttavia, come tutti i polimeri plastici, anche il Teflon non è immune da situazioni che possono danneggiarlo. La più comune è senz’altro la presenza di graffi e ammaccature che fanno perdere uniformità alla superficie delle padelle, quella su cui poggiamo i cibi da cucinare.
Graffi sulle padelle antiaderenti, un pericolo per la nostra salute
Che vuoi che sia un piccolo graffio sulla padella ? Un’affermazione che in tanti avranno sicuramente pronunciato dopo aver visto il fondo scalfito, sottovalutando la gravità di quella lesione. Ebbene, pensate che un piccolo graffio su una padella può contribuire al rilascio, durante il suo utilizzo, di migliaia di microplastiche che diventano milioni se lo squarcio è di alcuni centimetri.
Lo ha ribadito, in un recente video pubblicato sul suo profilo Instagram, anche il professor Matteo Bassetti. Quelle microplastiche composte da PFAS, dopo il loro rilascio, andranno a depositarsi sul cibo con conseguenze potenzialmente dannose per il nostro organismo, soprattuto se la pratica dannosa di utilizzare padelle o pentole antiaderenti danneggiate dovesse protrarsi a lungo.

I PFAS, infatti, sono conosciuti anche come le cosiddette sostanze chimiche eterne e, di conseguenza, se li ingeriamo mischiati con il cibo si accumulano nell’organismo e impiegheranno un tempo non stimabile con esattezza prima di degradarsi. Una situazione davvero pericolosa in quanto i PFAS sono altresì considerati materiali nocivi e come tali possono rappresentare una possibile causa dell’insorgere di patologie come infertilità, disturbi dello sviluppo e anche tumori.
Il consiglio, pertanto, non appena si nota anche un piccolo graffio sul fondo di una padelle è quello di sospenderne immediatamente l’utilizzo e sostituirla o con un’altra dello stesso materiale oppure con una in alluminio o rame che possa consentirvi di tornare a cucinare in totale sicurezza.