Scatta l’allarme TV, 750 euro di multa. Ma il canone Rai non c’entra nulla

Scatta l’allarme per una nuova multa di 750 euro per la tv. Ma il canone Rai questa volta non c’entra nulla: il motivo è un altro, i dettagli

Suona un nuovo allarme per gli utenti e fruitori di contenuti multimediali in tv che rischiano una multa fino a 750 euro alla prima infrazione, doppia (e quindi circa 1500 euro) se recidivi. Questa volta, però, non c’entra nulla il Canone Rai che già di recente ha mietuto vittime tra chi non lo pagava.

Persona disperata legge una carta mentre altre persone sullo sfondo vedono la Tv
Scatta l’allarme TV, 750 euro di multa. Ma il canone Rai non c’entra nulla – temporeale.info

Naturalmente, anche questa volta, sono i trasgressori della legge a dover rispondere delle loro azioni. Specialmente chi, come in questo caso, vuole risparmiare con la fruizione di vari contenuti on demand. Si tratta di una vera e propria lotta quella che istituzioni fanno per sensibilizzare sul tema e dissuadere i cittadini dall’abbonarsi a questo tipo di piattaforme. Adesso può esserci davvero una svolta: il vento sta per cambiare.

Multa da 750 euro per la tv, scatta l’allarme: tutti i dettagli della vicenda

Il fenomeno dell’IPTV (Internet Protocol Television) è andato espandendosi a macchia d’olio negli ultimi anni. Sono sempre più gli utenti che ne fanno uso, accedendo a contenuti digitali ad un costo decisamente più basso rispetto a un regolare abbonamento per una delle piattaforme ufficialmente autorizzate.

schermo tv DAZN
750 euro di multa per la tv: scatta l’allarme ma non c’entra la Rai – (Foto Ansa) – temporeale.info

Si tratta di un sistema legato al mondo della pirateria che in Italia è conosciuto con il termine “pezzotto“, specialmente per chi usufruisce di piattaforme legate al mondo dello sport come DAZN o Sky. Le autorità sono al lavoro per scovare i “furbetti”, ed è emersa la notizia che ben 13.000 abbonati a servizi IPTV illegali potrebbero presto subire una multa dal valore di 750 euro se scoperti per la prima volta. L’ammenda raddoppia (1500 euro) se sono alla seconda infrazione. Inoltre, tali sistemi comportano anche diversi altri rischi per gli utenti che ne usufruiscono, come quelli di violazione della privacy e furto di dati personali non essendoci sicurezza nelle informazioni fornite.

Per contrastare questo fenomeno sia in Italia che in Europa le autorità stanno intensificando i controlli e soprattutto sperimentando dei nuovi sistemi. Come successo in Grecia, ad esempio, con l’emendamento 65A che ha modificato le leggi sui diritti di autore. Tramite questo procedimento, basterà anche possedere una sola applicazione che possa accedere a tali piattaforme per essere identificati e multati.

Come detto, per ora, la nuova legge (che permette di identificare in poco tempo i trasgressori) sarà attuata solo in Grecia. E se i risultati dovessero essere confortanti è plausibile che prossimamente arriverà anche in Italia e nel resto d’Europa. Attenzione, quindi, che per risparmiare qualche euro mensile sugli abbonamenti presto si potrebbe rischiare una stangata pesantissima.

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