Assegno unico 2025, cosa cambia per gli aventi diritto: le novità comunicate ufficialmente
Come ogni mese, le famiglie italiane osservano con grande attenzione tutte le scadenze cui sono sottoposte per le varie spese e le novità provenienti dal Governo e dagli enti amministrativi per tutte le varie misure di sostegno. A cominciare dall’assegno unico 2025.

Come sappiamo, questo viene elargito ogni mese, su domanda, a partire dal settimo mese di gravidanza e fino ai ventuno anni di età del figlio, limite che viene a decadere se però si parla di figli con disabilità. Per il primo semestre del 2025, l’INPS ha comunicato da tempo le date in cui l’assegno sarà erogato a coloro che ne hanno fatto domanda. Ci sono delle novità per quanto concerne l’erogazione nel mese di aprile che è bene tenere a mente.
Assegno unico 2025, l’INPS annuncia: ecco quando verrà erogato nel mese di aprile
Avremo due date differenti per l’arrivo dell’assegno in famiglia, a seconda del fatto se siano intervenute delle modifiche rispetto al mese precedente nel nucleo familiare in questione – ad esempio con la nascita di un altro figlio – oppure no.

Per i nuclei familiari che non avranno fatto registrare delle variazioni negli ultimi trenta giorni, si prevede che l’assegno venga erogato a partire da venerdì 18 aprile. Viceversa, in caso di variazioni effettivamente avvenute, il pagamento avverrà negli ultimi giorni del mese, orientativamente nell’ultima settimana e dunque a partire da lunedì 28 aprile. Per tutti coloro che hanno appena presentato la domanda, invece, si vedrà accreditato l’importo del primo pagamento da parte dell’INPS alla fine del mese successivo a quello della presentazione della domanda.
Vale la pena ricordare, per tutti coloro che hanno fatto richiesta dell’assegno unico, che per stabilire l’esatto importo della prestazione su base mensile ciò che fa fede è la Dichiarazione Sostitutiva Unica per il 2025, presentata sulla base del reddito Isee della famiglia e da comunicare al sistema informativo dell’Isee sul portale web unico. Chi ha presentato domanda per gli anni precedenti, non ha necessità di presentare una nuova domanda, dato che quella presentata inizialmente continua ad avere corso di validità, al netto di eventuali variazioni da comunicare all’INPS e alla Agenzia delle Entrate o del fatto che lo stato della domanda possa essere decaduto, revocato, respinto o soggetto a rinuncia.